Oltre al Referendum il 22 e il 23 marzo si votava anche per le elezioni suppletive di 77 Comuni del Veneto, distribuiti tra le province di Padova e Rovigo, chiamati a rinnovare due collegi uninominali della Camera rimasti vacanti.
La consultazione si è resa necessaria a seguito delle dimissioni di due deputati della Lega: Alberto Stefani, divenuto presidente della Regione Veneto, e Massimo Bitonci, nominato assessore regionale.
La tornata si è svolta contestualmente al referendum costituzionale sulla giustizia, circostanza che ha inciso significativamente sulle dinamiche di partecipazione. Gli elettori hanno ricevuto due schede distinte, con la possibilità – esercitata in diversi casi – di partecipare solo a una delle due votazioni.
Risultati e affluenza: la vittoria del centrodestra
Lo scrutinio ha sancito la vittoria del centrodestra, che mantiene entrambi i seggi alla Camera. Sono risultati eletti i candidati della Lega Alberto Di Rubba, nel collegio di Rovigo, e Giulio Centenaro, in quello di Selvazzano Dentro (Padova).
Sul fronte della partecipazione, i dati mostrano un andamento non uniforme: in alcune aree si è registrata un’affluenza superiore al 50%, mentre in altre realtà, soprattutto nei Piccoli Comuni, si è scesi sotto il 40%. Inoltre, si è confermato un divario tra la partecipazione al referendum e quella alle suppletive, con diversi elettori che hanno scelto di non ritirare la scheda per l’elezione dei deputati.
Nei due collegi veneti interessati dalle elezioni suppletive, l’affluenza definitiva si è attestata poco sopra la soglia del 50%. In provincia di Padova ha votato il 57,65% degli aventi diritto, in netto calo rispetto al 72,38% registrato alle politiche del 2022; in provincia di Rovigo la partecipazione si è fermata al 52,21%, anch’essa in diminuzione rispetto al 67,41% di quattro anni prima.
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