La riforma della mobilità bolognese non si ferma, ma cambia veste giuridica per adeguarsi ai rilievi della giustizia amministrativa. Il Sindaco Matteo Lepore ha annunciato che l’Amministrazione non impugnerà la sentenza del TAR, scegliendo la via della conformazione: “il nostro obiettivo è salvare vite e mantenere una Città 30 che funzioni. Per questo oggi presenteremo un piano di investimento e le nostre nuove iniziative”. Parte così la seconda fase della Città 30: invece di un lungo contenzioso davanti al Consiglio di Stato, Bologna risponderà con una massiccia produzione documentale, schede tecniche già in fase di ultimazione, per motivare analiticamente il limite dei 30 km/h su ogni singolo tratto stradale. “Il Governo in questi due ha cercato di fermare la Città 30, non è però riuscito a fermare a livello nazionale i morti e gli incidenti in strada, mentre Bologna è stata la Città in Italia che è riuscita a dimezzare i morti in strada“.
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Indice
Cosa cambia nell’immediato: la mappa dei limiti
In attesa delle nuove ordinanze, la viabilità cittadina entra in una fase transitoria che richiede particolare attenzione da parte degli utenti della strada e dei professionisti del trasporto:
- Zone 30 confermate: Il limite resta in vigore in tutto il Centro Storico e nelle zone dove era stato istituito prima del 31 dicembre 2023. Questi provvedimenti non sono stati toccati dalla sentenza;
- Ritorno ai 50 km/h: Nelle arterie dove il limite era stato abbassato solo nel 2024, si torna temporaneamente ai 50 km/h;
- Sanzioni e segnaletica: Il Comune ha chiarito che non saranno elevate sanzioni per chi supera i 30 km/h nelle strade oggetto di annullamento. La segnaletica attuale resterà tuttavia in loco in attesa della “valutazione tecnica” dei prossimi giorni.
La strategia della “tonnellata di carta”
Il TAR non ha contestato l’efficacia del limite di velocità (i cui dati restano positivi), ma ha censurato la genericità dell’atto amministrativo. La “Fase 2” si preannuncia come un imponente sforzo burocratico: per ogni via verrà redatta una scheda che ne giustifichi il rallentamento in base a criteri oggettivi (presenza di scuole, ospedali, restringimenti carreggiata o alta densità pedonale), conformemente alla direttiva ministeriale del 1° febbraio 2024.
Investimenti e Sicurezza: oltre i limiti di velocità
Il piano di rilancio non si limita alla cartellonistica. L’Amministrazione ha stanziato 16 milioni di euro fino al 2027 per interventi strutturali in cento punti critici della città. Gli obiettivi principali sono:
- Riqualificazione dello spazio pubblico: Interventi per la tutela degli utenti deboli (pedoni e ciclisti);
- Sicurezza mezzi pesanti: Introduzione dell’obbligo di sensori per l’angolo cieco, sulla scia del modello già adottato dal Comune di Milano.
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