È stata pubblicata la circolare operativa n. 1310 firmata dall’Amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti con cui inizia ufficialmente il nuovo piano di rinegoziazione dei mutui rivolto a Province e altri Enti locali. Il documento definisce modalità, condizioni e strumenti applicativi per l’adesione all’operazione.
Indice
Liberare risorse per il nuovo biennio
Secondo quanto comunicato da CDP, l’iniziativa, risultato di una profonda intesa con ANCI e che partirà nel primo semestre 2026, consentirà agli Enti che sceglieranno di aderire di liberare risorse finanziarie nel biennio 2026-2027, alleggerendo il peso delle rate di ammortamento e creando spazi di bilancio utili a sostenere i servizi pubblici a favore di famiglie e imprese, con effetti diffusi su tutto il territorio nazionale.
L’operazione si fonda sul principio dell’equivalenza finanziaria e riguarda i prestiti che saranno progressivamente resi disponibili nell’apposito applicativo informatico messo a disposizione da CDP. L’impatto principale si concentrerà sulle rate in scadenza nei mesi di giugno e dicembre degli anni 2026 e 2027, consentendo agli Enti una gestione più flessibile del servizio del debito nel breve periodo.
Oltre 5mila Enti locali tra i possibili beneficiari
La rinegoziazione 2026 interesserà oltre 5mila Enti locali e riguarderà un ammontare complessivo di debito stimato in circa 21,7 miliardi di euro. Nei prossimi mesi CDP comunicherà ufficialmente:
- il periodo di adesione all’operazione;
- l’elenco dei mutui rinegoziabili per ciascun Comune;
- le condizioni economiche applicabili ai singoli prestiti.
Tutte le informazioni saranno rese disponibili tramite il consueto applicativo informatico utilizzato dagli Enti per la gestione dei rapporti con CDP. La circolare conferma l’impianto delle precedenti operazioni avviate dal 2020, garantendo continuità e prevedibilità nelle regole.
Quota capitale e quota interessi: come regolarsi dal 2026 in poi
Il cuore dell’operazione è quello di ridurre fino al potenziale abbattimento della quota capitale delle rate semestrali in scadenza dal 30 giugno 2026 al 31 dicembre 2027. In questo periodo, gli Enti corrisponderanno solo la quota interessi, calcolata applicando il tasso fisso post rinegoziazione.
A partire dal 2028, le rate torneranno ad essere complete di quota capitale e quota interessi, sempre al tasso fisso ridefinito. La circolare chiarisce inoltre che non è previsto l’allungamento del periodo di ammortamento, evitando così un differimento eccessivo del debito nel lungo periodo.
Novità introdotte dalla Legge di Bilancio
Un ulteriore elemento di rilievo arriva dalla Legge di Bilancio, che ha accolto un emendamento ANCI introducendo agevolazioni procedurali:
1) possibilità di aderire alla rinegoziazione anche in esercizio provvisorio;
adesione tramite delibera di Giunta;
2) estensione fino al 2028 della facoltà di libero utilizzo dei risparmi di quota capitale derivanti dalla rinegoziazione.
Si tratta di misure che rafforzano l’efficacia dell’operazione, rendendola uno strumento concreto di alleggerimento immediato dei bilanci e di supporto alla programmazione finanziaria degli Enti locali.
PER APPROFONDIRE:
– Ufficializzata la Legge di Bilancio 2026, cosa contiene la Manovra;
– Legge di Bilancio 2026: focus sulle misure di interesse per Comuni e Città metropolitane;
– Legge di Bilancio 2026: le principali misure per le Province nella nota di lettura dell’UPI.
Il piano spiegato dalla CDP
Cassa Depositi e Prestiti ha inoltre annunciato che il piano sarà illustrato nel dettaglio attraverso iniziative informative dedicate, anche in collaborazione con le principali associazioni rappresentative degli Enti territoriali, oltre a specifici approfondimenti pubblicati sul proprio sito istituzionale.
Le condizioni di accesso e le caratteristiche tecniche del prodotto sono contenute nella circolare CDP con cui Province e Comuni potranno valutare l’opportunità di aderire alla rinegoziazione, con l’obiettivo di migliorare l’equilibrio finanziario e rafforzare la capacità di spesa nel prossimo triennio.
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