Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2026 entrano ufficialmente in vigore le misure della Manovra approvata dal Parlamento a fine dicembre. Sul testo è intervenuta anche l’analisi congiunta di ANCI e IFEL, che ha passato in rassegna le principali norme di interesse per Comuni e Città metropolitane, evidenziando opportunità, criticità e punti ancora irrisolti per la finanza locale.
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Indice
Il contesto: una Manovra prudente vista dai territori
La valutazione complessiva di ANCI e IFEL si inserisce nel solco di una Manovra definita di “mantenimento”, con margini di intervento limitati ma con alcuni correttivi rilevanti per gli Enti locali. L’impianto della Legge di Bilancio 2026 non modifica in modo sostanziale gli equilibri della finanza territoriale, ma introduce una serie di disposizioni settoriali che incidono sull’organizzazione amministrativa, sulla gestione delle entrate e sul funzionamento dei servizi comunali.
Finanza locale, riscossione e bilanci: più flessibilità, ma senza nuove risorse
Tra i capitoli più significativi analizzati da ANCI–IFEL spiccano le misure sulla riscossione e sulla gestione contabile. Da un lato, viene ampliata la possibilità per gli Enti di attivare definizioni agevolate sui tributi locali, con l’obiettivo di smaltire crediti di difficile esigibilità; dall’altro, si introduce una revisione delle regole sul Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), che consente di tener conto dei miglioramenti nella capacità di riscossione.
Significative anche le norme che garantiscono maggiore flessibilità nell’utilizzo degli avanzi liberi, rafforzando l’autonomia programmatoria dei Comuni, e quelle che prorogano termini e semplificano adempimenti contabili, come l’approvazione del bilancio consolidato.
Le novità per il personale previste dalla Legge di bilancio 2026 e dal Milleproroghe
13 Gen 2026 ore 9.00 – 10.00
85.40 €
Servizi sociali, personale e LEP: il nodo della sostenibilità
Sul fronte dei servizi, la Legge di Bilancio stabilizza alcuni fondi, come quello per le attività socioeducative dei minori, e rifinanzia interventi mirati, dal reddito di libertà per le donne vittime di violenza alle politiche abitative. Tuttavia, ANCI e IFEL esprimono forti perplessità sulla definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in ambito sociale, giudicata non pienamente sostenibile senza un adeguato finanziamento aggiuntivo. La definizione dei LEP viene particolarmente criticata dal comunicato che sottolinea come: “L’intervento sembra orientato a dimostrare un attivismo legislativo strumentale all’attuazione formale del federalismo regionale sulla base del quadro di regole e risorse già vigenti, piuttosto che a sviluppare il sistema dei LEP in modo realistico e finanziariamente sostenibile”.
Anche sul personale comunale, si registrano segnali positivi, come il fondo per l’armonizzazione dei trattamenti accessori, ANCI e IFEL sottolineano che si tratta del primo caso di diretto finanziamento statale di oneri contrattuali di un comparto locale, ciò nonostante permane una distanza significativa rispetto agli altri comparti della PA e viene ribadita l’insufficienza dei fondi che si traducono in uno “stanziamento esiguo rispetto alle necessità connesse ad un effettivo riallineamento dei trattamenti economici tra comparto comunale e altri comparti della PA”.
Inoltre in ottica di nuove disposizioni per favorire il rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo dell’amministrazione economico-finanziaria.
La nota specifica: “la norma è ad esclusivo beneficio dell’amministrazione finanziaria, rivelando un’esigenza di impulso alle attività di recupero che dovrebbe essere considerata anche con riguardo alla gestione delle entrate locali, come l’ANCI sta da tempo chiedendo attraverso la revisione della disciplina di cui al co. 1091 della legge 145/2018”.
Bene ma non benissimo: il giudizio complessivo sulla Manovra
La lettura di ANCI e IFEL restituisce l’immagine di una Manovra che evita scossoni ma non scioglie i nodi strutturali della finanza locale. Le misure introdotte offrono strumenti utili per la gestione ordinaria, ma rinviano ancora una volta a riforme più profonde il rafforzamento stabile dell’autonomia finanziaria dei Comuni. Un tema che tornerà inevitabilmente al centro del dibattito con la prossima Legge di Bilancio.
PER APPROFONDIRE:
– Legge di Bilancio 2026: l’impatto finanziario della manovra;
– Il giudizio ISTAT sulla Legge di Bilancio 2026;
– ANCI sulla Legge di Bilancio 2026: il punto di vista dei Comuni.
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