L’intelligenza artificiale generativa è già presente nella Pubblica Amministrazione italiana, spesso introdotta spontaneamente dai dipendenti, senza linee guida, policy o autorizzazioni formali. In molti uffici, strumenti come ChatGPT vengono utilizzati per redigere determine, verbali e documenti, rispondendo a esigenze operative quotidiane. Mentre il dibattito istituzionale sull’uso dell’AI è ancora in corso, molti funzionari ne fanno già uso concreto, spinti da esigenze di efficienza e semplificazione.
Questa situazione espone però gli Enti pubblici a rischi significativi: mancanza di regole, incertezza giuridica, assenza di responsabilità definita, vulnerabilità rispetto agli errori generati dall’AI.
Le domande che emergono sono urgenti: è lecito usare l’AI per atti amministrativi? Chi risponde degli errori? Come tutelare legalità e trasparenza? In estrema sintesi: come governare questa trasformazione senza comprometterne i valori fondanti?
Intelligenza artificiale nella PA: non più se, ma come
L’alternativa che ci si pone innanzi non è infatti più quella tra “usare” o “non usare” l’intelligenza artificiale generativa nella Pubblica Amministrazione. La vera scelta è tra usarla in modo consapevole, strutturato e governato, oppure subirla in modo inconsapevole,
disorganizzato e potenzialmente dannoso. Nella Pubblica Amministrazione, subire passivamente l’innovazione tecnologica significa
inevitabilmente esporre l’Ente a molteplici rischi giuridici, operativi, organizzativi e reputazionali che potrebbero essere facilmente evitati con un approccio più strutturato e consapevole. L’innegabile urgenza dell’innovazione tecnologica non può e non deve giustificare un approccio superficiale o approssimativo. Allo stesso tempo, nemmeno la legittima prudenza istituzionale può trasformarsi in una paralisi decisionale e operativa. In mezzo a questi due estremi esiste uno spazio prezioso e fondamentale: quello della governance consapevole e strutturata.
I consigli del nostro esperto
Il volume edito da Maggioli “Guida pratica all’adozione dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione”, scritto dall’avvocato, DPO e AI Strategist, Giovanna Panucci, cerca di fornire risposte ad alcuni dei dubbi elencati, delineando una prospettiva ormai inevitabile presentando esempi concreti la corretta adozioni degli strumenti di AI nella sfera della Pubblica Amministrazione.
Si tratta di un manuale operativo rivolto a dirigenti, funzionari, tecnici e responsabili digitali che vogliano affrontare l’introduzione dell’AI con competenza, visione strategica e piena conformità normativa. Il testo, scritto con chiarezza e rigore, accompagna gli Enti pubblici nell’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale in linea con l’AI Act, il GDPR e le linee guida AgID.
Guida pratica all’adozione dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione
L’Intelligenza Artificiale generativa è già entrata negli uffici pubblici, spesso in modo spontaneo e non regolato. Questo manuale offre alla Pubblica Amministrazione e a tutti i suoi addetti uno strumento operativo completo per affrontare le sfide portate da questa nuova tecnologia, evitando rischi e cogliendo tutte le opportunità.L’adozione dell’AI non può essere affidata al mero entusiasmo tecnologico né abbandonata alla frammentarietà di iniziative locali disconnesse. Al contrario, richiede una visione sistemica, una strategia di lungo periodo ed una leadership pubblica all’altezza della sfida. Ma, prima ancora delle soluzioni tecniche, serve un cambio di mentalità. Il futuro della PA digitale si costruirà sulla capacità di integrare l’innovazione senza rinunciare ai principi costituzionali e sarà plasmato quotidianamente da dirigenti, funzionari, tecnici e collaboratori che useranno la tecnologia non come fine, ma come mezzo per migliorare la qualità dell’azione amministrativa e rafforzare il legame fiduciario con i cittadini.Con un linguaggio chiaro e rigoroso, l’autrice guida enti, dirigenti, funzionari e responsabili digitali nell’adozione consapevole dell’AI, nel rispetto delle norme: AI Act, GDPR, Linee guida AgID.Il volume aiuta a:› capire cosa si può fare (e cosa no) con l’AI generativa› ridurre i tempi delle attività ripetitive senza compromettere legalità e trasparenza› formare il personale all’uso corretto degli strumenti AI› governare il cambiamento senza subirlo.Una guida indispensabile per una Pubblica Amministrazione moderna, competente, compliance e davvero digitale. Giovanna PanucciAvvocato esperto in privacy, protezione dei dati personali e intelligenza artificiale. DPO e AI Strategist, iscritta all’Albo dei Maestri della protezione dei dati & Data Protection Designer®, Founder di “Gladiatori Digitali”, la prima community italiana dedicata all’uso dell’AI generativa per professionisti, aziende e pubbliche amministrazioni e ideatrice del concetto di “Legal Prompting”, il prompt engineering per il mondo giuridico.
Giovanna Panucci | Maggioli Editore 2025
45.00 €
Gli obiettivi principali
Tra gli obiettivi principali: chiarire cosa si può (e non si può) fare con l’AI generativa; snellire le attività ripetitive senza perdere trasparenza e legalità; formare il personale all’uso corretto della tecnologia; rafforzare il controllo pubblico sull’innovazione, evitando approcci improvvisati o frammentati. Una delle particolarità del volume è la presenza di un chatbot integrato, che consente l’interrogazione intelligente del contenuto tramite AI, per rendere la consultazione ancora più rapida ed efficace.
Una guida essenziale per costruire una Pubblica Amministrazione digitale, competente, capace di innovare senza rinunciare ai principi costituzionali. Perché il futuro della PA si gioca anche sulla capacità di usare la tecnologia non come fine, ma come strumento di fiducia e qualità amministrativa.
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