Rimborsi spese legali e nuovo CCNL Funzioni Locali: cosa cambia per i dirigenti e per i segretari

Emergono importanti novità per dirigenti e segretari comunali, in particolare nei casi in cui questi siano coinvolti in procedimenti civili o penali derivanti dal loro ruolo

7 Novembre 2024
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Con il nuovo CCNL Funzioni Locali 2019-21, emergono importanti novità per i dirigenti e segretari comunali riguardo al rimborso delle spese legali, in particolare nei casi in cui questi siano coinvolti in procedimenti civili o penali derivanti dal loro ruolo. L’art. 24 del nuovo CCNL stabilisce, infatti, una serie di disposizioni che regolano la possibilità di coprire i costi per il patrocinio legale, prevedendo due discipline differenti, seppur con presupposti in parte coincidenti:
• l’assistenza diretta;
• il rimborso delle spese legali.
Vediamo, punto per punto, come funziona il meccanismo di rimborso e cosa cambia rispetto al passato.

Assistenza legale diretta dall’amministrazione

Il comma 1 dell’art. 24 introduce una modalità per accedere all’assistenza legale diretta, prevedendo che l’amministrazione possa direttamente designare un legale qualora un dirigente comunichi di essere coinvolto in un procedimento. Spetta all’ente, quindi, individuare l’avvocato, previa valutazione delle condizioni contrattuali richieste. Solo dopo l’approvazione esplicita del dirigente interessato, il legale può essere ufficialmente incaricato. Questa procedura garantisce una forma di tutela e un controllo delle spese sostenute dall’amministrazione. Perché possa ricorrersi a tale forma di assistenza la disposizione contrattuale prevede una serie di presupposti, primo tra tutti che non sussista un presunto e motivato conflitto di interesse, anche solo potenziale, con l’amministrazione.

Nomina autonoma di un legale

Qualora il dirigente preferisca nominare un legale di propria fiducia, o l’amministrazione non applichi o non risulti applicabile per carenza dei presupposti il primo comma, può comunque applicarsi il comma 2, che disciplina il rimborso delle spese legali. In questo caso, il dirigente deve comunicare tempestivamente all’amministrazione un legale o un consulente tecnico di sua fiducia, che può esprimere il suo motivato diniego non oltre i successivi 15 giorni. L’ente ha poi 15 giorni per opporsi motivatamente alla scelta. Trascorso questo termine, se non vi è stato diniego, l’approvazione si intende acquisita, aprendo la strada al rimborso delle spese legali nel caso di un esito giudiziario favorevole.

Le condizioni per il rimborso e le limitazioni

Il rimborso non è automatico: il comma 3 stabilisce che il dirigente potrà richiedere il rimborso solo a seguito di una decisione giudiziaria favorevole, come un’assoluzione piena o archiviazione. Ulteriori condizioni, come il controllo sulla congruità delle spese legali, garantiscono che l’amministrazione possa verificare che i costi rientrino nei parametri ministeriali minimi.

Conflitti di interesse: un aspetto cruciale

Il contratto prevede che, anche in caso di potenziali conflitti d’interesse, la spesa legale possa essere rimborsata, qualora il procedimento termini con una sentenza favorevole. La disposizione risponde alle esigenze dei dirigenti di vedersi tutelati anche nei casi in cui l’ente, in via preventiva, non avesse potuto autorizzare le spese.
In sintesi, il nuovo CCNL cerca di bilanciare la necessità di tutelare i dirigenti e la responsabilità dell’ente pubblico verso i cittadini, garantendo che i rimborsi legali siano concessi solo in presenza di condizioni stringenti e di una gestione trasparente.

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