LECCE – Via Brenta, Boc e Lupiae. Sarebbero questi i tre buchi neri che affliggono le casse del Comune di Lecce che si sta avviando al dissesto con tanto di indagine avviata dalla Corte dei Conti. Una situazione difficile della quale il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, non ha mai fatto mistero, ma che diventa ogni giorno più complessa da risolvere. “Nonostante il risanamento sia stato tra i miei primi obiettivi, i problemi restano e sono il frutto di una gestione che è stata solo ereditata” dice Perrone che conferma di sapere delle indagini avviate dalla magistratura contabile. Gli sperperi sono tutti lì: a partire da un contratto di leasing per i palazzi di via Brenta rivelatosi la più colossale truffa edilizia degli ultimi anni, passando da una rata di 9 milioni e 900mila euro per i Boc oggi diventata di 5 milioni e 400mila euro fino al disavanzo di bilancio della Lupiae che nel 2007 ammontava a 3 milioni di euro portato in pareggio. Il procuratore generale Francesco Lorusso non ha dubbi: “Se Lecce non riuscirà a risolvere le sue pendenze debitorie si andrà verso il dissesto così come è accaduto a Taranto e sta per avvenire a Foggia”.
Tre buchi neri nel bilancio a Lecce si teme il dissesto
L’indagine avviata dalla Corte dei conti
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