In arrivo una boccata d’aria fresca per i comuni. All’interno del decreto pagamenti, sono confluiti, infatti, gli emendamenti relativi sia alla proroga al mandato di Equitalia, sia all’allentamento delle sanzioni per quei comuni che, per pagare i debiti in conto capitale, hanno sforato il patto di stabilità. Questo è quanto emerso ieri, a termine delle votazioni degli emendamenti al dl 35, presentati in Commissione bilancio al Senato. Il testo definitivo, arriverà in aula lunedì, giusto in tempo per poter rispettare la scadenza del 7 giugno, termine ultimo entro cui il decreto può essere convertito in legge.
Equitalia. La proroga a Equitalia diventa realtà. La scadenza del mandato dell’ente di riscossione, era infatti stabilita per il 30 giugno. Molte però, sono state le richieste di proroga, avanzate da quei comuni che, al 30 giugno, non sarebbero stati in grado di gestire il servizio di riscossione in modo autonomo o tramite l’affidamento del servizio a soggetti terzi o a apposite società in house. Tanto hanno chiesto, tanto hanno ottenuto. Allo scadere del termine del 30 giugno, quei comuni sprovvisti di una soluzione per la gestione del servizio, potranno avvalersi dei servizi forniti da Equitalia (si veda ItaliaOggi del 10 maggio) per altri sei mesi «nella speranza» ha dichiarato il relatore Giorgio Santini «che questo sia un tempo sufficiente affinché i comuni trovino una soluzione». La proroga però, che ha la scadenza fissata per il 31 dicembre, non sarà vincolante. Quei comuni pronti a gestire in modo autonomo il servizio di riscossione, saranno infatti liberi di iniziare la gestione in proprio, dal 1 luglio.
Patto di stabilità. Un piccolo spiraglio anche sul fronte patto di stabilità. È infatti stato accolto l’emendamento che prevede l’allentamento delle sanzioni per quei comuni che per restare in regola con i pagamenti verso le imprese, o per saldare debiti precedenti, hanno sforato il patto di stabilità. Per questi enti, che in Italia sono poco meno di un centinaio, verrà interdetta la sanzione relativa al blocco dei trasferimenti. Restano ferme però, le altre tipologie di sanzione, come quella del blocco delle assunzioni.
I professionisti. Novità anche per i professionisti. Per quanto i mancati pagamenti da parte della p.a. nei confronti di questi, siano considerati debiti a tutti gli effetti, agli albori del decreto pagamenti, non erano stati annoverati nell’elenco previsto dall’art. 5, rubricato pagamento dei debiti delle amministrazioni dello stato. A dichiararsi soddisfatto, ma solo parzialmente, il presidente nazionale della Cna professioni (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), Giorgio Berloffa, secondo cui «per quanto i professionisti siano stati inclusi nell’elenco dell’art. 5, restano ancora esclusi dall’art. 9 relativo alla possibilità che le prestazioni professionali possano accedere alle compensazioni». I professionisti quindi, con l’approvazione dell’emendamento, hanno ottenuto solo una virtuale possibilità di avere quanto gli è dovuto.
Gli intermediari finanziari. Via libera poi anche all’emendamento che autorizza l’individuazione di intermediario finanziari, che possano essere incaricati di gestire i fondi che lo stato dovrà mettere a disposizione nel 2014, per finire di saldare i debiti che le pubbliche amministrazioni hanno maturato entro il 31 dicembre 2012.
Una vera e proprio garanzia da parte dello stato, per rendere più cogente l’impegno a svuotare nel 2014 il plafond di crediti che le aziende hanno maturato nei confronti della pubblica amministrazione.
L’ordine dei pagamenti. Nessuna novità invece sul fronte delle priorità dei pagamenti. Le prime infatti, ad aver diritto al pagamento del quantum, resteranno le imprese che non hanno effettuato operazioni di cessione dei crediti nei confronti delle banche. «Le imprese», ha concluso il relatore Santini «avranno la priorità su tutti i pagamenti».
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