<p><strong>Pensioni il 10 del mese?<br /></strong>A rischio affitti e prestiti Su tutte le questioni frutto di anticipazioni giornalistiche, legate alla manovra finanziaria per il prossimo anno, i sindacati, ascoltati ieri mattina in audizione alla Camera, ha scelto di scagliarsi all’unisono contro la norma inserita in manovra e che prevede il pagamento delle pensioni il giorno 10 del mese. Certo, non sono stati abbandonati i cavalli di battaglia principali, come l’insufficienza di risorse per gli ammortizzatori sociali e i contratti. Ma lo slittamento nel pagamento delle pensioni ha dato la carica ai leader sindacali. «Non si può incidere sulle consuetudini di tanti pensionati che da anni ricevono l’assegno previdenziale il primo giorno del mese», ha attaccato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. «È davvero incomprensibile questa decisione estemporanea del Governo di spostare al dieci di ogni mese il pagamento delle pensioni, senza nemmeno considerare gli effetti negativi che una scelta del genere può comportare per milioni di pensionati», ha spiegato. «Sarebbe stato più logico scegliere di pagare tutte le pensioni il primo del mese in modo da armonizzare i pagamenti», ha concluso, «per questo vorremmo capire qual è la ratio di questo provvedimento che rappresenta l’ennesima beffa per una categoria come i pensionati già penalizzati dalla mancata rivalutazione delle pensioni e dalla scelta del governo di non erogare, proprio a loro, che sono i più bisognosi, il bonus di ottanta euro previsto per i lavoratori dipendenti». «Ormai è chiaro: per questo Governo i pensionati non esistono. Per loro, niente 80 euro, di rivalutazione delle pensioni neanche a parlarne e, ora, anche una norma che ritarda il pagamento dell’assegno pensionistico al 10 del mese: ma Renzi e i suoi ministri lo sanno che alcune bollette e gli affitti si pagano alla fi ne del mese?» ha affermato in una nota il segretario generale aggiunto della Uil, Carmelo Barbagallo, sottolineando che «dove ci sono giovani senza lavoro o disoccupati, i pensionati intervengono per alleviare situazioni drammatiche».</p>
<p><strong>L’appello di Camusso: «Tutti in piazza»<br /></strong>«Ho la sensazione che questa sia una manovra di stabilità che apparentemente sia costruita intorno all’idea di mantenere una riduzione fi scale per i lavoratori con gli 80 euro ma che in gran parte viene ripagata da maggiori introiti fi scali. Penso alla manovra fatta sul tfr, che vuol dire che i lavoratori ci rimettono un salario che è già loro, penso al ritardo del pagamento delle pensioni quindi agli introiti fiscali che da lì derivano, penso a tante norme che man mano troviamo che danno l’idea che intanto non è di semplificazione, ma di complicazione e che sposta tutti gli effetti positivi sul versante delle imprese senza neppure proporre dei vincoli rispetto al tema degli investimenti e dell’occupazione». Perciò «a nome di tutto il gruppo dirigente della Cgil», ha scritto Camusso, «rivolgo un cordiale invito a tutti i nostri iscritti perché siano presenti a Roma il 25 ottobre. Il vostro coraggio è importante. Facciamo sentire la nostra voce, schierandoci dalla parte del lavoro».</p>
<p><strong>Responsabilità toghe, l’ira di Lega e FI<br /></strong>L’aula della Camera ha respinto con voto segreto l’emendamento del leghista Gianluca Pini alla legge comunitaria che mirava a introdurre la responsabilità civile dei magistrati. Anche il M5s ha pronunciato voto contrario votando con la maggioranza. Una soluzione che ha gettato benzina sul fuoco al Senato dove è incardinato e deve procedere la discussione del decreto legge sul processo civile che comprende tra gli altri i due punti «caldi» delle ferie dei magistrati e del cosiddetto divorzio breve, già si preannuncia, come ha confermato ancora oggi il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, la possibilità che venga posta la questione di fiducia. Le modifiche proposte dall’esecutivo hanno scatenato le proteste violente da parte dell’opposizione, in particolare di Forza Italia che dell’argomento ha sempre fatto una bandiera della sua battaglia sul tema giustizia. Il presidente della commissione, Francesco Nitto Palma non ha esitato a definire gli emendamenti del governo «una retrocessione rispetto alla legge Vassalli». Secondo Nitto Palma l’esito di questo intervento è che ci saranno «meno casi di colpa grave». «L’unica cosa che c’è in più in questa proposta è che i magistrati attualmente pagano un terzo dello stipendio netto all’epoca del fatto, per risarcire, circa 20mila euro. D’ora in poi ne pagheranno 25mila». «Così si garantisce l’impunità dei magistrati» taglia corto il senatore Lucio Malan, sempre di Forza Italia. «Se si esclude dalla responsabilità civile la valutazione del fatto, le prove, e l’interpretazione delle norme e’ difficile immaginare qualcosa che resti punibile. Addio responsabilità». Malan poi ricorda: «Gli italiani che votarono sì al referendum del 1987 furono 21 milioni, contro gli 11 milioni che hanno votato Pd alle mitiche europee».</p>
<p><strong>Sì di Berlusconi al premio di maggioranza al 1° partito<br /></strong>«La stessa di Renzi ma nel centrodestra». Ha risposto così Silvio Berlusconi al Tg5 su quale strategia intenda contrapporre a Renzi che nella direzione Pd ha parlato di partito unico. «Noi italiani», ha proseguito, «dal 1948 ad oggi purtroppo non abbiamo mai imparato a votare e ultimamente, anche a causa della par condicio che assegna al più piccolo partito che si presenta per la prima volta lo stesso spazio televisivo e radiofonico che assegna ai partiti più grandi, favorendo così il frazionamento del voto, per ottenere una maggioranza in Parlamento siamo costretti a mettere insieme una coalizione di molti partiti. È stato così nella prima Repubblica, è così ancora adesso». «Una assurdità. Davvero una stupidaggine. Forza Italia è il partito della libertà e rappresenta molti milioni di italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi. Io sono al lavoro tutto il giorno e tutti i giorni perché voglio che Forza Italia, rinnovata e rafforzata, torni a vincere».</p>
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