Europarlamentari ed esperti hanno discusso nei giorni scorsi del voto on line. Bernd Beckert ha presentato ufficialmente il progetto dell’ e-voting, parte di un più ampio progetto di e-democracy promosso dal panel scientifico del Parlamento STOA. Tra i vantaggi elencati figurano la riduzione dei costi e la possibilità di motivare i giovani a partecipare ad un processo elettorale che, altrimenti, avrebbero con molta probabilità ignorato. La votazione on-line costituisce, inoltre, un ulteriore passo verso la generale modernizzazione degli apparati burocratici ed amministrativi del Parlamento e rispecchia una tendenza ormai in atto nell’intera società. Sul piatto della bilancia vanno messi, però, anche i potenziali difetti del sistema. La trasparenza, ad esempio: l’elettore sarà in grado di controllare che il suo voto sia stato trasmesso e correttamente conteggiato? Il processo elettorale rappresenta il principio fondante della democrazia e qualsiasi minaccia potenziale al suo valore a alla sua corretta attuazione va evitato. L’Estonia è stato il primo stato dell’Ue ad introdurre nel 2005 l’e-voting, sia per le elezioni interne che per quelle europee. Il sistema funziona semplicemente usando una firma digitale e due codici PIN e i risultati sono incoraggianti: la percentuale dei votanti è aumentata del 2% nel 2005 del 5,4% del 2007, del 15% nel 2009 e del 15,4% nel 2011. I votanti alle elezioni europee sono passati dal 27% del 2004 al 43% del 2009. I partecipanti si sono comunque trovati d’accordo circa l’incertezza dei risultati ed i problemi connessi alla sicurezza informatica.
Voto elettronico: ne discute il Parlamento europeo
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