Guerini, poi, ha spiegato il suo punto di vista in merito “in un momento in cui i comuni sono molto esposti sul tema della spesa sociale per mantenere la coesione nelle loro comunità e a fronte della recessione di fondi di carattere nazionale che negli ultimi anni ha caratterizzato la politica del governo verso le politiche sociali locali, un aumento così sostanzioso dei costi significa rischiare di mettere in pericolo i conti dei comuni sulle politiche sociali”.
Le cooperative sociali, negli ultimi anni, visti i servizi che offrono alla società, hanno sempre beneficiato di un trattamento agevolato all’interno delle fasce dei tassi dell’Iva, “la decisione del Governo di modificare questo assetto – ha dichiarato Guerini – significa, da un lato non tenere conto della tipologia del servizio reso dalle cooperative sociali e dall’altro lato non tenere conto delle ricadute che questa scelta ha sui bilanci comunali”.
“L’augurio è che questa decisione di cui abbiamo avuto notizia non venga confermata” – ha concluso Guerini – “ma se così non dovesse essere rivolgiamo un appello, innanzitutto al Governo stesso e poi al Parlamento, di individuare una disciplina diversa e mantenere l’Iva resa dalle cooperative sociali al 4% come è stato fino ad adesso”.
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