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Lotta all’evasione, comuni a raccolta

Invito ai comuni a darsi più da fare nella lotta all’evasione, mentre sul federalismo il tavolo Anci-Governo tenta di sbloccare l’impasse. I comuni devono “tirarsi un pochino su le maniche” nella lotta all’evasione fiscale, ha sottolineato ieri il Ministro dell’economia, Giulio Tremonti, intervenendo a un convegno. Per il Ministro, gli enti locali “sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale. Devono avere una spinta anche loro – ha aggiunto – senza persecuzioni e senza abusi, però tirarsi un pochino su le maniche dovrebbero farlo”. In molti casi, ha spiegato, “hanno cominciato a farlo”. La lotta all’evasione è “importantissima” perché “è il grande problema italiano insieme al debito pubblico”, ha fatto eco il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, esprimendo apprezzamento per le parole del cardinal Bagnasco secondo il quale “nessuno è moralmente autorizzato ad autodrecretarsi evasore fiscale e il settimo comandamento ‘non rubare’ resiste con tutta la sua intrinseca perentorietà anche in una prospettiva sociale”. “Sono grato al cardinale Bagnasco – ha affermato Befera – significa che c’è verso l’evasione la cultura sta cambiando. Auspico l’attenzione di tutti perché l’evasione possa essere sconfitta”.
“Il Governo valuterà se tenere conto” degli emendamenti “decisi all’unanimità che gli abbiamo presentato”. Lo ha detto il presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, lasciando la sede del Ministero dell’economia dove una delegazione dell’Associazione ha incontrato i Ministri dell’economia, Giulio Tremonti, e della semplificazione, Roberto Calderoli. “Abbiamo preso atto che il testo è stato migliorato rispetto all’ultimo versione – ha detto Chiamparino – riteniamo sia ancora da migliorare. Il Governo valuterà se tenere in conto” le nostre osservazioni. “Abbiamo presentato un pacchetto di emendamenti decisi all’unanimità dall’ufficio di presidenza dell’Anci. Il Governo si riserva di tenerne conto o meno quando presenterà il nuovo testo. L’ufficio di presidenza dell’Anci all’unanimità ha preso atto che il testo è stato migliorato ma che è ancora da migliorare. È in corso una discussione sui dettagli”.
“L’ufficio di Presidenza di Anci ha preso atto favorevolmente delle modifiche attuate dal Governo al decreto sul federalismo municipale – ha dichiarato il presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana al termine dell’incontro a Roma -. Ci sono ancora due punti irrinunciabili e che possono dare il via libera definitivo al decreto. Mi auguro fortemente che vengano accolti: mi riferisco allo sblocco immediato dell’addizionale Irpef per i comuni e a una clausola di salvaguardia per garantire la copertura dei trasferimenti nel 2012”. Fontana si è dichiarato ottimista sul prosieguo del confronto: “I comuni lombardi sono assolutamente convinti della necessità del federalismo, che garantisce loro risorse certe e realizza i principi di autonomia e responsabilità. È un’occasione unica e non possiamo lasciarcela sfuggire”. “Ci sono stati passi in avanti – conferma Lorenzo Guerini, sindaco di Lodi e componente dell’ufficio di Presidenza Anci – ma i comuni si aspettano risposte anche sui temi sollevati da Anci prima di dare un giudizio definitivo”.  “Registriamo i miglioramenti del testo del decreto, che accolgono molte delle nostre richieste – completa Mauro Guerra, coordinatore della Consulta nazionale dei piccoli comuni –, restano però altri aspetti ancora irrisolti e fondamentali, per i quali insistiamo nel proporre al governo e alle forze politiche i nostri emendamenti. Questi riguardano sia l’entità del gettito per i comuni, su cui permangono incertezze nell’ordine di centinaia di milioni di euro, sia la manovrabilità della leva finanziaria da parte dei comuni a partire da subito, con l’individuazione di un termine certo per questa possibilità”.
E la posizione dell’esecutivo? “Sto lavorando e sono fiducioso”, ha detto il Ministro della semplificazione, Roberto Calderoli. “Ai comuni abbiamo dato tutto quello che hanno chiesto”, ha aggiunto il leader della Lega e Ministro delle riforme Umberto Bossi. Intanto l’Udc propone una moratoria di due anni sui mutui con la Cassa depositi e prestiti per i comuni “virtuosi” nei conti. Presenterà la proposta in tutti i consigli comunali italiani e la proporrà come emendamento al decreto milleproroghe. L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa, presente il leader centrista Pier Ferdinando Casini, dal promotore Giuseppe Delfino, responsabile Udc di Cuneo e consigliere comunale a Busca. “Abbiamo raccolto il grido di allarme – ha detto Casini – che viene dai comuni italiani, soprattutto piccoli e medi, che non ce la fanno più, sono alla canna del gas”. Gianluca Galletti, rappresentante centrista nella bicameralina sul federalismo, ha spiegato: “Le ultime due finanziarie hanno messo in ginocchio i comuni. La nostra è una risposta emergenziale a un problema emergenziale creato dal Governo”. Mauro Libè, responsabile enti locali del partito, ricorda che ai comuni è legato gran parte dello stato sociale che riguarda le famiglie e che il debito riguarda innanzitutto “le generazioni successive” e la proposta Udc interviene senza aumento delle tasse.

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