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Def 2017: sintesi dell’audizione della Conferenza delle Regioni

Def 2017

Si è tenuta questa settimana (il 18 aprile), dinnanzi alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, l’audizione sul Documento di Economia e Finanza 2017 (Def 2017) dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. La delegazione è stata guidata dal Coordinatore della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia (Assessore della Regione Lombardia).
“Abbiamo voluto rappresentare ai parlamentari alcune indicazioni di fondo che avremo poi modo di definire meglio e puntualizzare nel confronto previsto in occasione della prossima Conferenza delle Regioni”, ha dichiarato in sede di premessa Massimo Garavaglia.

>> Per ulteriori informazioni sul Def 2017 leggi anche l’articolo Def, il punto di vista dell’ANCI: è il momento del rilancio dell’autonomia tributaria.

Conferenza Regioni, Def 2017: i temi posti al centro dell’audizione

“Due i concetti che mi preme sottolineare – ha spiegato Garavaglia: il primo è legato all’analisi della spesa pubblica. Il debito della pubblica amministrazione risulta quasi totalmente dovuto alle amministrazioni centrali. Non solo: come dimostrano i dati la spesa della PA centrale cresce, mentre quella delle Regioni è in costante flessione dal 2009 ad oggi, con un concorso positivo delle Regioni alla finanza pubblica per più di 12 miliardi di contributo. C’è una componente strutturale del taglio già “assorbita” che nel 2018 sfiorerà i 9 miliardi, ma c’è un taglio di circa 2,7 miliardi ancora da coprire, più altri 2,7 a decorrere dal 2019”.
“Il secondo concetto è legato a quello che si può fare da subito per ridare energia alle economie dei territori. L’idea che si sta facendo largo – e che vogliamo proporre alla Conferenza delle Regioni – è quella di definire un Patto Stato-Regioni per la crescita pluriennale all’interno delle linee definite dal DEF 2017, prima – ha aggiunto Garavaglia – dell’apertura della sessione di bilancio 2018, un accordo da coniugare in due ambiti.
Prima di tutto un Patto per lo sviluppo con un incremento degli investimenti attraverso: un contributo positivo alla crescita del Pil senza però incidere con aggravi sugli obiettivi di finanza pubblica definiti; investimenti del Fondo Sviluppo e coesione attraverso l’ottimizzazione utilizzo risorse; la Riforma della pubblica amministrazione e il recupero dell’evasione fiscale. Poi – ha concluso Garavaglia – un Patto per le tutele per perseguire obiettivi condivisi e imprescindibili in materia di politiche sociali”.

>> Qui disponibile il Dossier del Servizio studi di Camera e Senato in merito al Documento di Economia e Finanza 2017 (Def 2017).

>> Consulta qui invece il testo dell’Audizione ANCI sul Documento di economia e finanza 2017.

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