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Decreto enti locali, in C.d.M. prima o subito dopo Pasqua

Si è aperto con un minuto di silenzio, in memoria delle vittime di Tunisi, il Comitato direttivo dell’Anci riunitosi ieri a Roma per fare il punto della situazione sulla finanza locale e sui rapporti con il governo. Una riunione che però, prima di entrare nel merito delle questioni proprie degli enti locali, ha voluto dare “un omaggio doveroso alle vittime di ieri”, ha riferito ai giornalisti il presidente del Consiglio nazionale Anci e sindaco di Catania, Enzo Bianco, che per l’occasione ha presieduto i lavori al posto di Piero Fassino, comunque collegato in videoconferenza dal Comune di Torino. “Dove sono rimasto – ha detto il presidente Anci – perché in momenti come questo è giusto stare vicino alla propria comunità così profondamente colpita”.

Dopo il ricordo dell’attentato in Tunisia e il nuovo appello ai sindaci “ad organizzare manifestazioni in tutte le città”, Bianco ha elencato i contenuti della riunione, parlando ai giornalisti insieme ai sindaci di Firenze e Lecce, Dario Nardella e Paolo Perrone.

“Nel recente incontro (martedì 17 marzo n.d.r.) tra il presidente Fassino e il Presidente del Consiglio – ha detto Bianco – abbiamo consegnato le nostre proposte di emendamento che vorremmo entrassero nel decreto enti locali. Innanzitutto il fondo di 625 milioni, indispensabile per non veder ridotto il gettito, dal passaggio dall’aliquota Imu a quella Tasi, per circa 1.800 comuni che altrimenti non potrebbero chiudere i propri bilanci. Nel decreto – ha continuato il sindaco di Catania – abbiamo chiesto che entri anche la questione dell’Imu agricola così come tutte quelle semplificazioni ordinamentali che oggi impediscono ai comuni di avere margini di discrezionalità nell’organizzare il loro lavoro”.

La parola è passata poi al presidente dell’Anci che, su esplicita domanda, ha riferito come dall’incontro di martedì scorso “è emersa la volontà del governo a varare un decreto enti locali per andare incontro alle esigenze dei sindaci. Questo decreto – ha annunciato Fassino -, nelle intenzioni del Presidente del Consiglio deve viaggiare in parallelo con il Def e quindi ci è stato assicurato che entrerà o nella riunione dell’ultimo Consiglio dei Ministri prima di Pasqua o alla prima riunione che si terrà dopo le festività”.

Un decreto che per Fassino deve risolvere un’altra questione delicata, quella delle città metropolitane. ‎”Il taglio lineare da un miliardo è insostenibile – ha detto -. Se si dovessero fare bilanci con la legislazione corrente le grandi città avrebbero tutte un disavanzo importante, finendo in pre-dissesto prima di partire”. 
Su questo gli emendamenti Anci forniscono possibili soluzioni che vanno dalla rimodulazione del taglio a seconda delle funzioni di città (maggiori) e nuove province (minori) alla concertazione con le regioni su materie e risorse da loro delegate, fino alla previsione di tributi propri come indicato dal d.lgs. 68 del 2011 che prevede appostamenti finanziari (ad esempio i diritti portuali o aeroportuali) dedicati all’ente metropolitano. 
Per Anci è possibile anche intervenire congelando le sanzioni per quegli enti (le vecchie Province) che hanno sforato ‎il Patto di stabilità su cui c’è già un accordo sancito in Conferenza Unificata ma che deve essere formalizzato tramite un atto normativo.

Nella riunione di ieri, infine, il direttivo Anci ha votato all’unanimità un ordine del giorno che verrà consegnato ai membri del governo a ai Capigruppo di Camera e Senato che chiede di rivedere alcuni aspetti della Legge Severino, dalla decadenza del sindaco dopo la condanna in primo grado fino al principio di proporzionalità troppo dilatato tra reato e pena che oggi regola l’abuso d’ufficio.

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