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Codice dell’Amministrazione Digitale, ok al decreto correttivo: le principali novità

Codice dell’Amministrazione Digitale

Il Consiglio dei ministri dello scorso 8 settembre ha approvato, in esame preliminare, tre decreti legislativi che introducono disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi che attuano la Riforma della Pubblica Amministrazione targata Marianna Madia. Nello specifico le integrazioni e correzioni toccano la razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, il Codice dell’Amministrazione Digitale e la riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali.
Di seguito le principali innovazioni introdotte dai primi 2 provvedimenti, come riportate dal comunicato emesso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (comunicato n. 43).

Razionalizzazione funzioni di polizia

Con riferimento alla razionalizzazione delle funzioni di polizia, il decreto apporta alcune integrazioni e modifiche alla disciplina di alcuni profili relativi all’assorbimento del personale del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri, nella Polizia di Stato, nel Corpo della Guardia di finanza, nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nel Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, anche con riferimento al regime transitorio relativo ai procedimenti disciplinari pendenti, chiarendo al contempo l’assetto di alcune funzioni trasferite.

Correttivo al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD)

Con specifico riferimento invece al Codice dell’Amministrazione Digitale, il decreto integra e modifica alcune disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale, in conformità a quanto previsto dalla legge delega, al fine di accelerare l’attuazione dell’agenda digitale europea, dotando cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale.
Le linee portanti del nuovo intervento legislativo sono le seguenti:
a. proseguire nell’opera di razionalizzazione delle disposizioni contenute nel Codice dell’amministrazione digitale e di deregolamentazione già avviata con il precedente intervento;
b. rafforzare la natura di “carta di cittadinanza digitale” della prima parte del Codice, concentrando in essa le disposizioni che attribuiscono a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello a effettuare pagamenti online;
c. promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni;
d. garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali;
e. rafforzare l’applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale;
f. promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di “data analysis”.

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