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Via la seconda rata Imu 2013

Via la seconda rata Imu 2013 con l’aumento delle aliquote per banche e assicurazioni e abbassamento del tetto dal 5% al 3% per le quote di Bankitalia con un periodo transitorio che passa da 24 a 36 mesi. Il decreto Imu-Bankitalia ha passato ieri l’esame di Palazzo Madama e approda ora alla Camera consegnando all’istituto centrale italiano una nuova compagine azionaria che, nelle intenzioni del Ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni, si avvia ad essere sempre più una public company, aperta anche agli istituti europei, ma comunque preservando l’italianità di via Nazionale. E questo grazie al diritto di veto sui nuovi soci accordato al Consiglio superiore di Bankitalia e all’obbligo di vendita delle quote nel caso in cui si perda il requisito della sede legale in Italia.
Ecco in breve le novità contenute nel decreto:

 IMU 2013 TUTTA CANCELLATA, RESTA MINI-IMU: scompare anche la seconda rata Imu prima casa 2013 e con lei la ‘storia’ dell’imposta municipale che dal 2014 cambia nome e fisionomia. Resta però da pagare una piccola quota, la mini-Imu, cioè la differenza tra quanto dovuto con l’aliquota base o con l’aliquota aumentata dal comune. Non sono esclusi interventi. Ma intanto la data per il pagamento resta fissata al 24 gennaio.

– PIÙ SALATI ACCONTI BANCHE-ASSICURAZIONI: sale al 128,5% l’acconto Ires, per il periodo d’imposta 2013, per gli enti creditizi e finanziari, per la Banca d’Italia e per le società e gli enti che esercitano attività assicurativa. Poi un decreto ministeriale, con un punto e mezzo in più, porta l’aumento al 130%.

– ACCONTI PIÙ SALATI ANCHE PER IMPRESE: acconti Ires e Irap più salati anche per le imprese: per il 2013 arrivano a 102,5% mentre per l’anno d’imposta 2014 si torna al 101,5%.

– CLAUSOLA SALVAGUARDIA ‘PRIMA RATA’ IMU: scatta e si modifica la clausola posta a salvaguardia degli incassi, ottenuti in parte, previsti dalla sanatoria sui videopoker (600 mln di euro) e al maggior gettito Iva per il pagamento dei debiti pregressi delle P.a. (925 mln di euro).

– RISCHIO AUMENTO BENZINA MA DA 2015: slitta al 2015 l’eventuale aumento delle accise sulla benzina.

– LA ‘NUOVA’ BANKITALIA: il Consiglio superiore della Banca d’Italia “valuterà la professionalità e la onorabilità dei soggetti entranti e delle relative compagini, con un diritto di veto”. Il tetto delle quote passa dal 5% al 3% con un periodo transitorio che passa da 24 a 36 mesi. L’italianità è salvaguardata dall’obbligo di mantenere per i soci la sede legale in Italia. Perdendola bisognerà necessariamente vendere la propria quota di partecipazione. La Camera intanto fissa al 12% l’imposta sostitutiva sulle quote di Bankitalia.

– STRETTA SULLE DISMISSIONI: Ministero dell’ambiente e Ministero dei beni culturali potranno dire la loro sulle dismissioni di immobili pubblici, individuando quelli di particolare interesse culturale o paesaggistico per i quali è considerato prioritario mantenere la proprietà dello Stato. Il tutto però senza compromettere gli introiti previsti dal piano di vendita.

(Fonte: Ansa)

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