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Riforma pubblico impiego, gli schemi di decreto consultabili: domani l’esame in Cdm

Riforma pubblico impiego

La riforma del pubblico impiego fa capolino al Consiglio dei ministri di domani con due schemi di decreto definiti. Nella giornata di ieri il ministro Madia ha infatti presentato ai sindacati i testi a Palazzo Vidoni: 13 le sigle sindacali convocate, rimaste adir la verità piuttosto freddo dinnanzi agli schemi di decreto.
La riforma, spiega la ministra per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, è “il miglior biglietto da visita per esprimere la volontà di firmare un contratto”. Conferme giungono sui capitoli più importanti della nuova tappa nell’attuazione della delega che dà pieno svolgimento alla Riforma della Pubblica Amministrazione, con specifico riferimento al pubblico impiego.

Riforma pubblico impiego: il contenuto dei testi in sintesi

Il reclutamento nelle pubbliche amministrazioni abbandonerà il vecchio sistema degli organici per abbracciare il fabbisogno triennale del personale, che dovrà però tenere conto dei vincoli finanziari sulla spesa di personale. Per le amministrazioni dello Stato, se i costi in corso d’opera si riveleranno superiori alle previsioni, la Funzione pubblica e il ministero dell’Economia interverranno per correggere la rotta. Maggiore autonomia viene inoltre lasciata alle Regioni e agli Enti locali, anche per facilitare la strada dell’”intesa” (richiesta con forza dalla sentenza 251/2016 della Corte Costituzionale) e prevenire il rischio di contenziosi.

Consulta lo Speciale sulla Riforma Madia.

Le reazioni dei sindacati

“Ci aspettavamo più coraggio – aggiunge Maurizio Bernava (Cisl) – il contratto deve poter derogare alle leggi sia future che passate”. Antonio Foccillo (Uil) evidenzia «passi in avanti ma non ancora definitivi in particolare sui precari”, mentre la Confsal esprime “soddisfazione per le modifiche della legge Brunetta,in particolare sulla premialità”.
“Parliamo di produttività, efficienza, partecipazione dei lavoratori. Di accordi sulla produttività e di welfare aziendale, innovazioni che contano molto di più degli 80 euro in busta paga”, spiega Bernava. Per poi passare prestissimo ai contratti “per sanare un’ingiustizia che dura da oltre 7 anni”, ricorda il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo.

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Gli schemi di decreto da consultare

Il testo distribuito in occasione dell’incontro avvenuto ieri fra Ministra Madia e Sindacati contiene le modifiche ai due decreti legislativi – n. 165/2001 e n. 150/2009 – “novellati” secondo quanto contenuto nelle rispettive colonne di destra.
Il contenuto delle modifiche sarà oggetto di deliberazione del Consiglio dei ministri che si svolgerà nella giornata di domani (17 febbraio), con successiva trasmissione alle Camere per i pareri prescritti dalla disposizione di delega (in ossequio all’art 17, legge 7 agosto 2015, n. 124).
Interessanti i tre nuovi dispositivi contenuti negli artt. 2, 5 e 40 del nuovo testo del d.lgs. 165/2001, definiti dagli stessi Sindacati come il “terno al lotto” scaturito dall’accordo dello scorso 30 novembre 2016 che riporta il rapporto fra fonti legislative e clausole contrattuali al periodo storico “ante decreto Brunetta”.
Il percorso verso l’approvazione definitiva dei testi è comunque è tutt’altro che terminato poiché l’intenzione del governo è quella di avviare una consultazione pubblica online sul testo che dovrebbe avere domani il via libera preliminare: una consultazione aperta a tutti e non solo agli addetti ai lavori.

>> CONSULTA GLI SCHEMI DI DECRETO
Schema di decreto legislativo sul regime del pubblico impiego (d.lgs. 30 marzo 2001, 165 novellato);
Schema di decreto legislativo sulla valutazione delle performance (d.lgs. 27 ottobre 2009, 150 novellato).

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