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Primo «nodo» l’Innovazione

Fonte: Il Sole 24Ore

Funzione pubblica e semplificazione. Riparte da qui il lavoro del primo inquilino di palazzo Vidoni, nominato ministro due settimane dopo gli altri colleghi di Governo e che ieri, fatto il giuramento al Quirinale, ha (ri)preso contatto con i dirigenti che aveva salutato nel marzo del 2009 quando lasciò l’incarico di capo di gabinetto del ministro Renato Brunetta per assumere l’incarico di segretario generale dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali. Filippo Patroni Griffi, 56 anni, napoletano, un supertecnico esperto di diritto e processo amministrativo oltrechè di organizzazione del lavoro pubblico, assume la massima responsabilità politica per una funzione di governo che, da qui al termine della legislatura, dovrebbe coincidere con l’implementazione della riforma varata dal suo predecessore (legge 15/2009 e dlgs 150/2010). Nelle prime brevi dichiarazioni ai giornali Patroni Griffi ha assicurato la massima apertura al confronto, soprattutto con i sindacati, che ieri hanno espresso una soddisfazione pressoché unanime per l’incarico. Prima di aprire l’agenda stretta delle «cose da fare», tuttavia, il ministro dovrà probabilmente aiutare a definire i destini della delega all’Innovazione che, secondo alcune indiscrezioni non confermate, potrebbe passare al ministero dell’Università. Si tratta di una materia molto trasversale, come dimostra il programma egovernment 2012, e che ha punteggiato larga parte dell’attività messa in capo da Brunetta (dal piano trasparenza alla comunicazione sui siti per l’acceso ai servizi delle amministrazioni, dai certificati online ai progetti, rimasti in cantiere, delle ricette digitali e dei pagamenti verso la Pa centralizzati). Fatta questa operazione si aprirà il calendario delle scelte da affrontare per il lavoro pubblico, a partire dal nodo della mobilità da praticare come indicato dalle norme introdotte nella legge di stabilità. Se non arriveranno nuove misure con il decreto che il Governo varerà lunedì prossimo, si tratterà di gestire le mobilità potenziali che si possono determinare innanzitutto con la razionalizzazione di enti e amministrazioni, previsto nel programma legato alla spending review che dovrebbe essere presentato in questi giorni. L’altro nodo su cui Patroni Griffi potrebbe esprimersi nel breve termine è quello del «dividendo dell’efficienza» che, sempre ammesso che vengano determinate le risorse disponibili da parte dell’Economia, dovrebbe consentire l’anno prossimo una prima distribuzione selettiva dei salari di produttività alla Pa centrale. C’è poi tutto il capitolo delle semplificazioni normative (delega ereditata da Calderoli) e amministrative, su cui sono in corso i cantieri per la misurazione degli oneri a carico delle imprese nell’ambito del programma «burocrazia diamoci un taglio». La nomina a ministro di Patroni Griffi apre un vuoto alla Civit, la Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni di cui era commissario. La Commissione, presieduta da Antonio Martone, prevede altri quattro commissari, due dei quali (Pietro Micheli e Luisa Torchia) si sono dimessi tempo fa e dovrebbero essere presto sostituiti con la nomina, cui manca solo la registrazione della Corte dei Conti, di Alessandro Natalini e Romilda Rizzo. A questi due nuovi commissari se ne dovrà ora aggiungere un terzo.

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