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Manovra 2020, ai Comuni replica del fondo TASI e nuovi parametri per il fondo di solidarietà

Fonte: Sole 24 Ore

di GIANNI TROVATI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Nel pacchetto investimenti destinato ai Comuni dalla legge di bilancio ci sarà anche una quota da 300 milioni riservata alle «infrastrutture sociali», dagli asili nido al welfare nei territori più in difficoltà a partire dal Mezzogiorno. E, assicurano in coro i viceministri all’Economia Laura Castelli (M5S) e Antonio Misiani (Pd) non ci saranno tagli. Anzi, tra i commi della manovra arriveranno anche i 110 milioni necessari a integrare il fondo IMU-TASI, quello introdotto per far quadrare i conti dell’addio alla Tasi sull’abitazione principale in 1.400 enti, e un «consistente» rifinanziamento degli investimenti.

Perché proprio gli investimenti sono lo snodo chiave per provare a dare continuità al cambio di ritmo avviato nel 2018 e rilanciato dalla scorsa Manovra. Per misurarne l’intensità l’Ifel, la Fondazione sulla finanza locale dell’ANCI che ieri ha tenuto a Roma l’assemblea nazionale, hamesso a confronto i 18 mesi rappresentati dal 2018 e dal primo semestre 2019 con i 18 mesi precedenti. La media nazionale degli investimenti effettivi, pagati dai Comuni, parla di un +7%, trainata da un Nord che registra un +11% mentre Sud e Isole sono ancora in territorio negativo (-2%). La geografia della ripresa è data soprattutto dallo sblocco degli avanzi, che ha spinto soprattutto gli enti con i conti più in salute a Nord, ma le differenze sono state poi attenuate dalle norme cosiddette “spagnole” che hanno distribuito in tutta Italia fondi per piccoli progetti.

L’idea è ora quella di replicare, con qualche variante che gli amministratori locali chiedono per attenuare i vincoli di destinazione e concentrare gli aiuti sulle amministrazioni più in difficoltà. Questo è del resto l’orientamento del governo rilanciato anche dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia; che nella legge quadro sull’autonomia differenziata in arrivo entro fine anno prevede di introdurre un vincolo di priorità per tutti gli investimenti pubblici, compresi quelli delle società come Rfi o Anas, per le aree «in ritardo di sviluppo» su scala nazionale (il Sud), ma anche regionale e provinciale.

Sul lato delle risorse, la versione definitiva del decreto fiscale fisserà le regole 2020 per la distribuzione del fondo di solidarietà comunale: la quota della perequazione dovrebbe fermarsi al 50%, invece dell’85% previsto dal tendenziale, ma con ritocco progressivo al rialzo del target perequativo. Ancora nessuna certezza, invece, sul reintegro dei 560 milioni della spending scaduta nel 2018, sulla cui restituzione dovrebbe pronunciarsi nelle prossime settimane il Tar.

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