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Ma non è possibile, il redditometro è rimasto orfano

Fonte: Italia Oggi

Si sbranano moltissimo, e con particolare gusto, gli attuali ministri economici e quelli passati. Ciascuno scarica sull’altro il peso delle gabelle scellerate e del non meno iniquo redditometro. Ciascuno non c’era e se c’era dormiva. Non si capisce quel che dicono. Né chi sia responsabile di cosa o di che cosa stiano esattamente parlando. Per gli elettori, nella loro veste di contribuenti, l’economia non è la scienza astratta che spinge i professori al dibattito sbranatorio. Sono i conti della spesa, la rata del mutuo, i libri scolastici, la benzina e i posteggi. C’è qualcosa del pitbull che azzanna la giugulare del popolo sfruttato anche nell’oscuro inglesorum di parole come spread e spending review.

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«Civiltà [_] significa che la violenza, il dominio di guerrieri e despoti, lo stato di guerra permanente, la ribellione e la tirannia lasciano il posto ai Parlamenti, dove si fanno le leggi, e alle corti indipendenti di giustizia, dove queste leggi sono fatte rispettare. È questa la civiltà, e nel suo suolo crescono continuamente la libertà, il benessere e la cultura. [_] Il principio fondamentale della civiltà è la subordinazione della classe dirigente ai costumi del popolo e alla sua volontà, quale espressa dalla costituzione» (Winston Churchill, cit. in N. Ferguson, Occidente. Ascesa e crisi di una civiltà, Mondadori 2012).

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Tutti sbranano tutti. È tempo d’elezioni cannibali. Pier Luigi Bersani non è il solo a sbattere minacciosamente la dentiera come gli zombies dei videogame e dei film di George A. Romero. In questa notte dei morti viventi nessuno la scampa e nessuno si tira indietro. Tutti mordono e tutti sono morsi.

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«Michelet, non ricordo a che proposito, chiama i tedeschi “ces asiatiques de l’Europe”. Spero non operassero in Michelet reminiscenze [_] come la presunta origine slava dei prussiani. La sua definizione si appiattirebbe come un gibus schiacciato. Uno degli elementi che più sicuramente segnalano la presenza dell’europeismo, è il senso liberale della vita. Questo senso ai tedeschi manca. Nel 1827, tempo in cui professare il liberalismo era oltre a tutto un’eleganza, Prussia e Austria respinsero l’appello di Canning a soccorrere la Grecia» (Alberto Savinio, Europa, in A. Savinio, Scritti dispersi 1943-1952, Adelphi 2004).

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C’è per esempio l’Unione europea, nella distinta e signorile persona dei suoi leader, in particolare dei suoi leader tedeschi, che sbrana il Fidanzato da lontano, invitando gl’italiani a non votarlo, responsabile com’è di tutti i guai toccati al Bel Continente oltre che al Bel Paese. Un istante dopo, quando ancora non si è spenta l’eco di quest’interferenza da continente delle banane, il Cavaliere dalla Brutta più che Triste Figura ha già fatto scattare la mascella mirando, come un pitbull, dritto alla giugulare dell’Europa sotto bandiera crucca.

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Bersani sbrana Monti ma non Vendola, che sbrana sia Bersani che Vendola, il quale sbrana Monti ma non sbrana Bersani ed ecco che per una volta, smentendo il proverbio, cane mangia cane.

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Si sbranano a vicenda, come galli da combattimento o cervi che si prendono a cornate, i supermagistrati d’Italia, coloro che difendono la morale corrente dalle ragazze africane di facili costumi e dai vecchi sporcaccioni, oltre che dai capicosca bibliofili à la Marcello Dell’Utri. Costoro si dicono a vicenda: «Vergognati! Tu non sai nemmeno cos’è un magistrato vero! Abbassa le arie, chiedi scusa!» E sa dio se non è esattamente questo che dovrebbero fare.

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«Un primo passo decisivo verso l’emancipazione dell’umanità dalle forme oppressive di tribalismo potrebbe essere quello di rifiutare, rispettosamente, le pretese dei potenti che dicono di parlare per conto di dio, di rappresentarlo a pieno titolo o di conoscere la volontà divina. Fra questi spacciatori di narcisismo teologico ci sono i sedicenti profeti, i fondatori di sette religiose, i predicatori evangelici infervorati, gli ayatollah, gli imam delle grandi moschee, i rabbini capi, i talmudisti, il Dalai Lama e il Papa. Lo stesso vale per le ideologie dogmatiche di destra e di sinistra basate su precetti incontestabili, specialmente quando vengono legittimate dai dogmi delle religioni organizzate. Queste ideologie potrebbero anche racchiudere una saggezza degna di essere ascoltata e i loro capi essere in buona fede, ma l’umanità ha già sofferto abbastanza dei guasti di una storia grossolanamente distorta raccontata da falsi profeti» (Edward O. Wilson, La conquista sociale della Terra, Raffaele Cortina 2013).

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