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L’Ue finanzia gli edifici green

Fonte: Italia Oggi

Gli enti locali possono ambire a contributi a fondo perduto fino al 100% per progettare e sperimentare nuovi edifici pubblici che garantiscano un impatto prossimo allo zero dal punto di vista energetico. Anche gli enti pubblici possono accedere ai contributi per la ricerca e sviluppo previsti dal programma comunitario Horizon 2020. Sono molteplici le misure di particolare interesse per gli enti pubblici che saranno accessibili per i prossimi anni. È attualmente aperta la Call H2020-Ee2015-1-Ppp del programma Horizon 2020 che finanzia progetti di ricerca relativi alla realizzazione di edifici a energia quasi zero. Il progetto deve essere caratterizzato dalla trasnazionalità, interessare quindi almeno tre soggetti provenienti, ciascuno, da uno stato membro e/o associato diverso. La scadenza della Call, che mette in gioco 17 milioni di euro di risorse, è fissata al 4 febbraio 2015. Gli enti pubblici possono richiedere contributi a fondo perduto che raggiungono fino al 100% della spesa.

Almeno tre soggetti per ciascun progetto Il progetto deve essere proposto da almeno tre entità legali indipendenti provenienti da differenti Stati membri della Ue e dai paesi associati, tenendo presente che due entità legali non possono provenire dallo stesso paese. I partecipanti dovranno sottoscrivere un accordo di aggregazione. Oltre a questi, i soggetti possono essere localizzati nei territori di oltremare e nei paesi associati.

I progetti devono riguardare l’impatto energetico degli edifici I progetti devono concentrarsi sullo sviluppo e la dimostrazione di soluzioni che riducono significativamente il costo di nuovi edifici con almeno livelli di performance «a energia quasi zero», accelerando in modo significativo la velocità con cui questi edifici e i loro sistemi vengono assorbiti dal mercato. I progetti devono occuparsi di trovare soluzioni adeguate per la qualità dell’aria interna e il comfort, il design, soluzioni passive (riducendo la necessità di apparecchiature che consumano energia) o soluzioni attive (che coprono una quota elevata del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili di energia), la costruzione di sistemi di gestione dell’energia, riscaldamento ad alta efficienza, di ventilazione e aria condizionata (Hvac, ad esempio, sistemi a bassa temperatura, solar cooling), sistemi di accumulo di energia elettrica e/o termica. I progetti dovrebbero anche fornire soluzioni per la manutenzione automatizzata ed economica delle apparecchiature installate e valutare le differenze tra il rendimento energetico previsto e quello effettivo.

Le soluzioni applicate devono affrontare la sfida di andare verso edifici standard a «energia quasi zero», fino al punto in cui gli edifici diventano addirittura contributori attivi per la produzione di energia. L’obiettivo potrebbe essere anche a realizzazione di nuovi quartieri caratterizzati da edifici di questo tipo.

Ammissibili attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione Il progetto deve prevedere attività di R&S e innovazione, intese come le attività direttamente finalizzate alla creazione di nuove conoscenze, nuove tecnologie, e prodotti, tra cui il coordinamento scientifico. Sono ammesse anche attività di dimostrazione, intese come attività volte a comprovare la validità di nuove tecnologie che offrono un vantaggio economico potenziale, ma che non possono essere commercializzate direttamente.

Contributo a fondo perduto fino al 100% Per le attività di ricerca e sviluppo tecnologico, gli enti pubblici possono beneficiare di un contributo a fondo perduto del 100% della spesa ammissibile. Questo permette di coprire interamente le spese ammissibili attraverso il contributo pubblico, senza quindi necessità di cofinanziamento.

Presentazione attraverso il portale dei partecipanti L’ente che vuole presentare la domanda deve operare sulla piattaforma online del Participant Portal di Horizon 2020, questa è raggiungibile al link: http://ec.europa.eu/ research/participants/portal/ desktop/en/home.html.

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