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Lotta all’evasione modello Lombardia

La lotta all’evasione fiscale in comune prende nuove direzioni. La collaborazione tra Amministrazione, Agenzia delle entrate e Guardia di finanza, dopo il test di Milano, s’estende infatti ad altre realtà. Ha un nome preciso – Rete comuni – e finalità specifiche, cioè la condivisione di strategie e strumenti tra i diversi Enti locali lombardi per piegare il fenomeno. Ieri la presentazione nel capoluogo lombardo, con l’assessore al Bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci, che ha spiegato come il progetto “rappresenti un ampliamento, su scala regionale e nazionale, di quanto già realizzato con il patto fra Agenzia delle entrate, Comune di Milano e Guardia di finanza sottoscritto nel dicembre scorso. Un accordo che ha reso possibile contrastare più efficacemente evasione ed elusione grazie all’incrocio delle informazioni in possesso delle banche dati dei tre enti. La nuova convenzione permette, attraverso un’ulteriore condivisione e incrocio di dati, di far luce su situazioni e stili di vita non coerenti con quanto dichiarato, con l’obiettivo di far emergere una rinnovata cultura della legalità e del senso civico”. Rete comuni prevede la messa a sistema di dati certificati provenienti dall’incrocio di banche dati sia interne sia esterne. Un controllo sinergico e incrociato su entrate e gestione territoriale finalizzato al recupero delle entrate locali evase (Ici, Tarsu, imposta sulla pubblicità o l’occupazione di spazi pubblici) ma anche di quelle erariali, cioè di competenza dello Stato, dirette (Irpef e Ires), indirette (Iva, Registro) e di tributi minori (imposte ipotecaria e catastale) gestiti dall’Agenzia del territorio. Il presidente dell’Anci Lombardia, Attilio Fontana, ha sottolineato che “l’evasione fiscale non può più essere accettata e deve essere combattuta in tutti i modi”. Dopo che per tanti anni si è parlato di evasione senza fare nulla, continua Fontana, “forse da un anno a questa parte si inizia a fare qualcosa di concreto”. La lotta all’evasione fiscale “è una battaglia decisiva se si considera che il governo ha annunciato un taglio fiscale per i redditi più bassi, finanziato con gli esiti alla lotta fiscale”, ha aggiunto Tabacci, aggiungendo che “se vogliamo difendere i redditi di quelli che stanno peggio, dobbiamo far pagare le tasse a tutti”. Per quanto riguarda gli strumenti che il Comune di Milano ha intenzione di utilizzare, l’assessore ha menzionato “i vigili urbani per le indagini che sono state fatte d’accordo con l’Agenzia delle entrate e il coordinamento delle banche dati”. Infine per quanto riguarda gli obiettivi che Palazzo Marino si è prefissato, Tabacci ha ricordato che “nel bilancio triennale che stiamo scrivendo abbiamo indicato la cifra di 4 mln euro. Ma penso che i dati sul contrasto all’evasione fiscale si verificano a risultati avvenuti. Non si può pensare di mettere a bilancio cifre roboanti allo scopo di mantenere inalterato l’andamento della spesa corrente. Partiamo prudenti ma siamo ambiziosi. Ci auguriamo di poter ottenere risultati brillanti”. Un primo effetto sul piano fiscale delle politiche dell’ente si vedrà comunque subito: nel 2012 non ci sarà alcun aumento dell’addizionale Irpef a Milano. Un vero impegno che Palazzo Marino intende assumere considerato “l’accordo positivo raggiunto dal Comune con le banche sui derivati”, un’operazione, secondo quanto spiegato da Tabacci, “che può incidere alla firma della transazione sulle entrate correnti del bilancio 2012”, permettendo all’Amministrazione di non gravare sulle tasche dei cittadini con un incremento dell’addizionale Irpef per l’anno in corso. Con l’accordo sui derivati, dunque, Palazzo Marino conta di “compensare a vantaggio dei contribuenti e dei cittadini milanesi l’eventuale entrata straordinaria relativa all’anno 2012”.

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