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Legge di Stabilità 2015, ok della Camera

La Legge di Stabilità 2015 passa alla Camera dopo il tour del force e si appresta al suo ultimo step in Senato, prima di diventare legge. L’Aula di Montecitorio ha approvato la legge di stabilità con 324 sì, 108 no e 3 astenuti.
Isee, pensioni e Local Tax sono le principali modifiche che interessano sia le pubbliche amministrazioni che i privati cittadini, ma c’è un po’ di tutto nella Finanziaria di Renzi. Pensioni d’oro degli onorevoli, e-book equiparati ai libri cartacei in regime di Iva (4%), novità sui pasti per i poveri e sul finanziamento ai partiti. Vediamo le principali misure punto per punto.

Comuni: tagli confermati
Resta il taglio di 1,2 miliardi ma potrà essere coperto anche da riduzioni degli investimenti. Gli enti locali che decideranno di aggregarsi saranno esentati dal patto di stabilità interno per 5 anni. Ai comuni poi andrà una quota pari al 55% delle maggiorazioni dei tributi che arrivano grazie alla lotta all’evasione e relativi a tutte le operazioni che li vedono coinvolti in primo piano.

Stipendi statali: niente sblocco
Niente sblocco per gli stipendi dei dipendenti statali: Marianna Madia ha detto che non ci sono i soldi, i quali sembrano spuntati, però, per gli addetti della pubblica sicurezza. Polizia, Carabinieri e gli altri corpi infatti, dovrebbero vedersi confermato lo sblocco dei salari a partire da gennaio (un miliardo per l’intervento).

Local Tax: Tasi e Imu assieme
La Local Tax unificherà i tributi locali e quindi Tasi (servizi indivisibili e prima casa) e Imu (seconde case), lasciando fuori la Tares. L’appuntamento però è rimandato ai prossimi giorni, quando la Legge di Stabilità 2015 approderà in commissione Bilancio al Senato. Li, probabilmente, verranno messi gli ultimi paletti.
Sempre più difficile che vengano subito assorbiti altri tributi minori, come quello sulla pubblicità o l’occupazione di suolo pubblico.

Bonus ristrutturazioni: ancora un anno
I bonus energia e ristrutturazioni resteranno al massimo per tutto il 2015 e, poi, a inizio 2016 torneranno al valore di base. Le detrazioni Irpef sulla riqualificazione energetica degli edifici rimane stabile al 65% ma terminerà sei mesi prima del previsto invece di scendere progressivamente. Lo stesso dicasi per i lavori in condomini, che potranno godere di un’agevolazione identica. Per gli interventi di recupero e ristrutturazione, la detrazione resterà stabile al 50% per poi tornare al 36% da inizio 2016. Il tetto di spesa rimarrà a 96mila euro, per poi passare a 48 con il calo dell’incentivo.

Riforma ISEE
L’indicatore come lo conoscevamo cambia: i dati raccolti dal nuovo sistema Isee, che debutterà a gennaio con la neonata dichiarazione sostitutiva unica, andranno a incrociarsi con l’anagrafe dei conti correnti tenuta dall’Agenzia delle Entrate e servirà per promuovere azioni anche preventive contro potenziali evasori.
Di fatto, oltre a liberarsi di alcuni paletti che fino ad oggi hanno rallentato il pieno utilizzo della superanagrafe dei conti correnti nella più ampia lotta all’evasione fiscale, viene consentito all’amministrazione finanziaria di poter utilizzare con l’Isee anche le giacenze dei depositi e dei conti correnti bancari. I dati potranno bancari potranno dunque essere utilizzati anche fini dei controlli e della possibile selezione si chi utilizza l’Isee indebitamente.
La riforma dell’ISEE, di fatto, si traduce in alcune novità basilari qui elencate:

  • adotta una più ampia nozione di reddito, includendovi anche somme fiscalmente esenti;
  • dà una maggiore valorizzazione alla componente patrimoniale;
  • considera le caratteristiche dei nuclei familiari con carichi particolarmente gravosi, come le famiglie numerose (con tre o più figli) e quelle con persone con disabilità;
  • riduce l’area dell’autodichiarazione, consentendo di rafforzare i controlli mediante l’incrocio con le diverse Banche Dati fiscali e contributive e di ridurre le situazioni di accesso indebito alle prestazioni agevolate;
  • istituisce il cosiddetto “ISEE corrente”, riferito cioè ad un periodo di tempo più ravvicinato, in caso di variazioni (in negativo) superiori al 25% dell’indicatore della situazione reddituale dovute a variazioni della situazione lavorativa.

Bonus bebè, mamme, asili nido
Ufficiale l’assegno solo per i nuclei familiari che presenteranno un Isee non superiore ai 25 mila euro, che raddoppia sotto quota 7mila. Arrivano poi ulteriori mille euro all’anno in buoni acquisto per le mamme che hanno almeno quattro figli e un reddito Isee inferiore a 8.500 euro, pari a circa 32mila euro di Ise, con cui poter comprare prodotti e servizi per i figli. Nel 2015 le risorse del Fondo famiglia si riducono rispetto al ddl del governo, perché utilizzate per finanziare le non autosufficienze (il cui fondo sale a 400 milioni) e gli asili (100 milioni di euro).

Lavoro
In tutto, nella Legge di Stabilità 2015 sono previsti incentivi all’assunzione per tre miliardi, uno all’anno. Viene assicurato lo scontro sui contributi previdenziali alle aziende che apriranno le porte a nuovi addetti, assumendoli a tempo indeterminato. Il tetto sarà pari a 8mila euro all’anno per ogni lavoratore che non abbia lavorato nel semestre precedente con contratto a tempo indeterminato. Lo sgravio assicurerà 36 mesi di versamenti più bassi all’impresa.
Confermata la possibilità per i lavoratori di vedersi anticipare fino a metà del Tfr nella busta paga di ogni mese. Rimane strutturale anche il bonus da 80 euro, che il governo continuerà ad assicurare ai lavoratori dipendenti con redditi sotto i 24mila euro annui anche per tutto il 2015.

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