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Il Rapporto annuale dell’ISTAT fotografa la situazione del Paese nel 2021

Rilevazioni demografiche: la nuova circolare ISTAT

L’ISTAT ha completato e diffuso il “Rapporto annuale 2021. La situazione del Paese”, presentato dal presidente dell’Istituto Gian Carlo Blangiardo venerdì 9 luglio presso Montecitorio. Le conseguenze della pandemia, a quanto si legge, ancora condizionano nel profondo la contingenza attuale. Buone notizie dal fronte Pil: dopo la rovinosa caduta cui abbiamo assistito nel corso del 2020, il prodotto interno dovrebbe recuperare almeno un 4,7 % entro la fine dell’anno.

I settori maggiormente in crescita attualmente sono manifattura, costruzioni e alcuni comparti del terziario. Lasciano ben sperare anche i sondaggi volti a verificare il livello di ottimismo, nei confronti del mercato e della situazione economica in generale, di imprese e consumatori. Pesa ancora, tuttavia, il calo degli occupati registrato rispetto al periodo antecedente l’emergenza (-735 mila). Diverso il discorso per quanto concerne i prezzi: dinamica quasi nulla nel 2020, ma dall’inizio dell’anno attuale serpeggia un incremento di inflazione dovuto, in parte, alla risalita del prezzo del petrolio e al recupero dell’attività. Inoltre, in seguito alla sospensione, temporanea, dei vincoli che costituiscono il Patto di stabilità e crescita, il debito pubblico ha compiuto un balzo in avanti, attestandosi al 9,5% del PIL. Raddoppia il tasso di risparmio privato, già alto, e crollano i consumi, nonostante le perdite in termini di reddito disponibile siano state contenute grazie al sistema di trasferimenti alle famiglie. Detto calo si è manifestato con maggiore evidenza al Nord, rispetto che al Centro o nel Mezzogiorno. Non varia la spesa per alimentari e per l’abitazione, mentre, anche alla luce delle misure restrittive disposte negli ultimi tempi, diminuiscono decisamente quelle in spostamenti o socialità. Cresce, purtroppo, la povertà assoluta, nonostante l’attesa per il ritorno alla tanto sospirata normalità dovrebbe non essere troppo lunga.

>> IL RAPPORTO ISTAT 2021.

>> IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE.

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