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Il progetto “Cantiere Innovazione”: buone pratiche per la semplificazione della PA

Il progetto “Cantiere Innovazione”: buone pratiche per la semplificazione della PA

Prosegue la nostra esplorazione tra le sessioni dei lavori della prima edizione di Forum Cantiere Innovazione, l’evento organizzato dal Gruppo Maggioli (svoltosi lo scorso 6 luglio) che ha creato un utile spazio di confronto tra operatori della PA, istituzioni ed aziende sulla semplificazione amministrativa nell’odierna temperie storica di uscita dalla pandemia, un tema di straordinaria attualità per il nostro Paese.
Nel corso della sessione relativa alla presentazione del progetto “Cantiere Innovazione” è intervenuto Pierciro Galeone, Direttore dell’IFEL (Fondazione ANCI) il quale si è soffermato sull’idea alla base del progetto: “Il progetto Cantiere Innovazione – ha spiegato il numero uno dell’IFEL (Fondazione dell’Associazione dei Comuni focalizzata sulla Finanza Locale) – è pensato per essere ricopiato, in modo che le best practices da questo emergenti possano ricevere la maggiore diffusione possibile. A tal fine, sono state coinvolte le aziende da anni attive nella formazione e nel pubblico. Il progetto, offerto dal Dipartimento della Funzione pubblica, può essere utile perché si occupa delle reali modalità in grado di assicurare la semplificazione, anche perché le norme non si attuano da sole”.

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“Il settore pubblico – ha proseguito Galeone – è composto da quasi 11mila PA, diverse per capacità, personale, storia, competenza. Si stima che in Italia ci siano 70mila RUP. Quando noi immaginiamo di alleggerire il peso burocratico, proviamo a emanare buone leggi o a ridurne il numero. Questo serve, ma dopodiché le stesse norme devono divenire comportamenti messi in atto da questa moltitudine di PA. Il progetto, quindi, è stato strutturato come una vera e propria infrastruttura, affinché siano prodotte linee guida, format, standard. Sono inoltre stati istituiti centri, diffusi su tutti il Paese, che fungano da cantieri funzionanti, per verificare il fabbisogno a livello locale e il livello di cooperazione che può essere raggiunto. Difatti, il processo senza collaborazione tra cittadini e imprese, non otterrà nulla. La possibilità di utilizzare il digitale, ad esempio, retroagisce sui processi, obbligandoli a ridisegnarli. Per semplificare, quindi, occorre in primo luogo essere semplici. Le PA devono domandarsi ogni volta se un dato passaggio sia effettivamente utile o piuttosto un residuato storico. Spesso la complessità interna al sistema amministrativo si scarica sugli altri: bisogna adottare una logica snella, che eviti la complicazione esponenziale cui spesso si assiste nei rapporti tra gli uffici e che finisce per oberare i cittadini”.
“Questo – ha concluso il direttore dell’IFEL – i Comuni lo sentono tantissimo, perché sono l’ultimo anello della catena amministrativa e si sobbarcano la complessità creata nei livelli superiori. Questo progetto noi lo offriamo al Paese, poi l’attuazione sarà compito di coloro a cui spetta decidere”.

IL VIDEO INTEGRALE DELLA SESSIONE

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