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Fabbisogni standard, trasferimenti congelati per 5mila Comuni

Fabbisogni standard

Circa la metà dei Comuni italiani sono in ritardo con l’invio dei questionari Sose sul monitoraggio e revisione dei fabbisogni standard. Comuni, Unioni dei Comuni e Comunità montane erano tenuti infatti inviare entro il 21 gennaio il nuovo questionario sui fabbisogni standard relativi all’anno 2015, ma a pochi giorni dalla chiusura dello sportello telematico, la direzione centrale della Finanza locale ha pubblicato 78 pagine in cui sono elencati gli enti inadempienti con la compilazione del nuovo questionario FC20U, online sul portale www.opencivitas.it (come disposto dal d.m. MEF 11 novembre 2016 che ha fissato il termine ultimo della trasmissione entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale effettivamente avvenuta il 22 novembre 2016). A segnalarlo è il portale di Legautonomie.
Il rischio per gli enti locali in ritardo è la sospensione dei trasferimenti. Come stabilito infatti dalla lettera c) del comma 1 dell’articolo 5 del d.lgs. 216/2010, in caso di mancato rispetto del termine d’invio l’ente è sanzionato con il blocco, sino all’adempimento dell’obbligo di trasmissione dei questionari, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati e la pubblicazione sul sito del ministero dell’Interno dell’ente inadempiente.

>> Consulta qui l‘elenco dei Comuni inadempienti alla data del 23 gennaio 2017.

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