Questo articolo è stato letto 0 volte

Decreto semplificazioni, il web taglierà code, ritardi e burocrazia

Fonte: Il Sole 24 Ore

Un tetto alla produzione di nuovi oneri burocratici e l’introduzione, in ogni amministrazione, di un dirigente cui gli utenti potranno rivolgersi per ottenere la conclusione di una pratica rimasta in sospeso. Ancora: cambi di residenza in tempo reale, che avranno valore già dopo la semplice comunicazione via web al Comune, e trascrizioni di tutti gli atti di stato civile solo per via telematica.
Per le imprese arriva la banca dati nazionale dei contratti pubblici, che le assolverà dall’obbligo di produrre decine di documenti ogniqualvolta parteciperanno a una gara o a un appalto (il risparmio annuo stimato è di 1,3 miliardi per le amministrazioni e di 140 milioni per le Pmi) e scompare l’obbligo di compilazione del documento programmatico della sicurezza (risparmio previsto 313 milioni), mentre per le piccole aziende arriva la possibilità di accedere all’autorizzazione unica in materia ambientale.
Con il decreto «semplifica Italia» – come è stato ribattezzato nella nota riassuntiva diffusa ieri da palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri che segue alle alte due puntate della saga, «salva Italia» e «cresci Italia» – si gettano le basi per un cambiamento strutturale dei rapporti tra utenti e amministrazioni centrali e locali. Un cambiamento che, a differenza delle misure sulle liberalizzazioni varate la settimana scorsa, avranno in molti casi un impatto pressoché immediato o quanto meno diretto sui cittadini (oltre ai certificati di residenza in tempo reale e al rinnovo della patente di guida per gli over 80, che sarà biennale, si pensi all’obbligo per il bollino blu, che ora andrà fatto insieme alla revisione) mentre per altre misure più procedurali si prospetta un «cantiere di applicazione rapida» che dovrebbe chiudersi entro dicembre.
Dall’anno prossimo, dopo una sperimentazione concordata con le associazioni d’impresa, il Governo indicherà quale dovrà essere il documento di riferimento per avviare un’attività o un impianto in determinati settori (se la Scia, o la comunicazione semplice o l’autocertificazione) e, sempre dal 2013, l’anno del pareggio di bilancio, sarà operativo il meccanismo della «burocrazia a crescita zero». Il suo funzionamento è semplice: le amministrazioni dovranno tenere un bilancio degli oneri procedurali (quelli nuovi e quelli cancellati) e, se il saldo sarà positivo, toccherà al Governo tagliare gli eccessi con atto proprio.
Altra «misura chiave» è l’introduzione generalizzata di poteri sostitutivi facilmente attivabili, a richiesta dei privati, in caso di inerzia dell’amministrazione. Verrà indicato il dirigente responsabile cui rivolgersi per ottenere nuovi tempi certi di consegna della pratica, mentre per i responsabili del ritardo scattano sanzioni disciplinari e contabili. Sempre restando alla Pa, si cercherà poi di accorciare drasticamente i tempi di attesa dei cittadini rendendo obbligatorio lo scambio di informazioni via web tra un ufficio e l’altro.
Per il resto il provvedimento, che nella versione definitiva potrebbe superare i 70 articoli, contiene una serie di interventi settoriali. È il caso dell’energia, con l’introduzione di una procedura autorizzativa accelerata e semplificata per il potenziamento dei depositi di prodotti petroliferi e per la trasformazione in nuovi depositi delle raffinerie dismesse. Oppure del commercio, che vede snelliti al massimo gli adempimenti per la vendita diretta di prodotti agricoli e la somministrazione di cibi e bevande durante le fiere. Allo stesso tempo sarà consentito alle imprese di panificazione di aprire i battenti anche di domenica.
Più organico il corpo di norme destinate al capitale umano. Per le scuole arriva più autonomia nella gestione del budget e delle risorse umane (che potranno essere gestiti anche da reti di istituti) e una riorganizzazione degli Istituti tecnici superiori (Its) cari alle aziende; per la ricerca fa capolino la figura dell’impresa «capofila» che rappresenterà l’intero gruppo nei rapporti con la Pa prima, durante e dopo la partecipazione a un bando di finanziamento pubblico; per le università debutta (però dal 2013/2014) il portale unico per scegliere la facoltà, laddove viene rimandata a una consultazione pubblica via web ogni decisione sulla questione cruciale del valore legale della laurea.
L’intervento di semplificazione riguarderà anche il quadro normativo complessivo. Scompariranno infatti 330 leggi, la più datata delle quali risaliva al 1970. Il testo contiene poi l’avvio di una nuova sperimentazione della social card e la proroga per un altro anno del bonus assunzioni al Sud. All’Inps, infine, da maggio tutti i versamenti dovranno essere fatti con strumenti di pagamento elettronici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *