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Coronavirus: Cassa Depositi Prestiti, oggi lo stop ai mutui per liberare 1,2 miliardi agli Enti locali

Fonte: Sole 24 Ore

di MARCO ROGARI e GIANNI TROVATI (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Accelera il cantiere del Decreto Aprile, che prova a sdoppiarsi anticipando il capitolo dedicato alle garanzie per la liquidità delle imprese: un capitolo che nella sua versione finale potrebbe valere 3-5 miliardi in termini di finanza pubblica, per muovere credito fino a 200 miliardi per le imprese. E che per il via libera ha bisogno però dell’autorizzazione al nuovo deficit: le ipotesi in discussione nei vertici di maggioranza li spingono sopra i 30 miliardi. Ma i contatori sono in movimento. Al punto che ieri il ministero dell’Economia ha voluto mettere un freno alle indiscrezioni di questi giorni precisando in una nota che «le maggiori emissioni di debito» necessarie a finanziare i provvedimenti anticrisi «verranno comunque effettuate in modo da continuare a garantire uno svolgimento ordinato delle negoziazioni sul mercato dei titoli di Stato».

L’accelerazione ha preso forma nella cabina di regia economica che si è riunita al Mef nella tarda sera di martedì sotto la guida del ministro Gualtieri. In discussione è finito il rischio di ritardi italiani rispetto alle leve mosse dai principali Paesi Ue, Germania e Francia in testa. Ma all’impianto i tecnici del Mef lavoravano da giorni, con l’obiettivo di ampliare la platea alle grandi imprese, alzando il livello delle garanzie fino al 90 per cento e limitando al minimo la discrezionalità nell’erogazione dei prestiti. Anche perché l’ombrello statale riduce al minimo i rischi per il sistema bancario, con un meccanismo reso possibile anche dall’ammorbidimento dei vincoli europei sugli aiuti di Stato. Come ha spiegato ieri lo stesso Guatieri rispondendo al question time alla Camera: il meccanismo muoverà «importi di finanziamento significativi anche per grandi imprese», ha detto Gualtieri, ricordando che con i circa 350 miliardi calcolati dal governo come effetto delle garanzie già messe a disposizione dal Cura Italia il complesso delle misure può portare al sistema economico liquidità «ben oltre i 500 miliardi».

La mossa si incrocia con il ponte costruito da Cdp, che oggi peraltro dovrebbe completare l’opera del decreto Marzo anche sul capitolo Enti locali, con una sospensione quasi generalizzata dei mutui di Comuni e Province in grado di liberare fino a 1,2 miliardi di spesa. E anticiperebbe il resto del decreto Aprile, destinato a seguire a strettissimo giro e articolato nei capitoli su lavoro, fisco ed enti locali. Ancora in discussione è l’ipotesi di agganciare al provvedimento un altro vagone dedicato alla ripresa, anche se a Via XX Settembre continua per ora a prevalere la strategia a tappe che prospetta un nuovo provvedimento per il mese di maggio, quando la fase più critica dell’emergenza dovrebbe essere alle spalle.

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