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Bollino rosso: con la Local Tax dalla padella alla brace?

Si iniziano a percepire strani scricchiolii, attorno alla Local Tax di Matteo Renzi e del nuovo Governo che, dal 2015 – ma non si sa bene in che mese – prenderà il posto di tre tributi locali molto ‘famosi’ e altrettanto detestati, ossia Imu, Tasi e Tosap sull’occupazione di spazio pubblico e imposta sulle affissioni.

La Local Tax, di fatto, sarà la nuova tassa unica sugli immobili (è per questo che la Tari resterà esclusa dall’accorpamento) e – secondo alcune indagini fatte dalla UIL – comporterà vantaggi per pochi proprietari di case e svantaggi per molti, troppi contribuenti.

Come si Legge su La Stampa, infatti, la Local Tax comporterà un minore esborso per le abitazioni a bassa rendita catastale, sotto i 300 euro, ed un’uscita maggiore, invece, per gli altri, soprattutto per chi possiede seconde case.

Le aliquote varieranno dal 2,5 al 5 per mille, con una detrazione fissa di 100 euro sulla prima casa. Il che porta ad una logica conseguenza: si pagherà più di quanto facciamo oggi per le abitazioni principali con l’aliquota della Tasi che varia tra l’1 e il 2,5 per mille con possibilità di salire fino al 3,3 per mille per finanziare le detrazioni.

Per tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale e per i negozi, poi, l’aumento è assicurato. L’aliquota passa da un range compreso tra l’8,6 e il 10,6 per mille ad uno che va tra l’8,5 e il 12 per mille. Dalle seconde case, quindi, la Local Tax frutterà allo Stato un maggior gettito di 600 milioni!

Ultimo ma non per ultimo, l’aspetto relativo alle esenzioni. Sempre lo studio della Uil sentenzia che la Local Tax esenterà il 21% delle prime case, circa 4 milioni di abitazioni che pagano oggi tra i 100 e i 200 euro. Si tratta di un beneficio del quale godranno i proprietari che vivono in Comuni che mantengono l’aliquota bassa al 2,5%. Per verificare se ci siete, potete leggere l’elenco completo delle aliquote.

(Fonte: Comuni.it)

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