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Arriva la replica per lo «scambio» di spazi finanziari

Fonte: Il Sole 24 Ore

Anche la nuova regola del pareggio di bilancio in vigore dal prossimo primo gennaio potrà contare sul cosiddetto “borsino nazionale” degli spazi finanziari, cioè sulla possibilità di regolare i saldi finanziari a livello nazionale. 
La novità, chiesta da Anci, è stata inserita negli emendamenti approvati la scorsa settimana nella commissione Bilancio del Senato e confluiti nel maxiemendamento su cui il Governo ha ottenuto venerdì scorso la fiducia dell’Aula. In sostanza, l’intervento replica ai fini del pareggio gli stessi meccanismi di funzionamento del patto orizzontale nazionale. 
Gli enti locali che prevedono di conseguire nell’anno in corso un differenziale negativo rispetto al saldo “zero” fra entrate e spese finali, avranno la possibilità di richiedere, per la quota di spazi finanziari non soddisfatta tramite l’aiuto regionale, gli spazi necessari nell’esercizio in corso per impegni di spesa in conto capitale. 
Gli enti che prevedono di conseguire un differenziale positivo rispetto al saldo zero, possono comunicare gli spazi che intendono cedere nell’anno. I dati andranno comunicati, alla Ragioneria generale dello Stato, tramite il sito web dedicato al pareggio di bilancio, entro il termine perentorio del 15 giugno. 
La Ragioneria entro il 10 luglio aggiorna gli obiettivi degli enti interessati dalla acquisizione e cessione di spazi finanziari per l’anno in corso e per il biennio successivo. 
L’acquisizione di spazi finanziari comporta il peggioramento dell’obiettivo dei due anni successivi per il 50% di quanto ricevuto. Mentre gli enti che cedono spazi finanziari miglioreranno l’obiettivo dei due anni successivi per il 50% degli spazi ceduti. 
Il meccanismo impone che la somma dei maggiori spazi finanziari ceduti e di quelli attribuiti, per ogni anno, sia pari a zero, per cui in caso di insufficienza di spazi disponibili le richieste saranno soddisfatte in modo proporzionale.
Il maxiemendamento interviene anche sulla norma che prevede per l’anno 2016 l’esclusione dal saldo di competenza delle spese sostenute dagli enti locali per interventi di edilizia scolastica effettuati a valere sull’avanzo di amministrazione e con risorse derivanti dal ricorso al debito, nel limite massimo di 500 milioni di euro. 
In sede di attribuzione degli spazi finanziari, oltre a tener conto dei criteri già previsti nel testo originario della norma, sarà attribuita massima priorità anche alle spese sostenute dai comuni a compartecipazioni e finanziamenti della BEI destinati agli interventi di edilizia scolastica esclusi dal beneficio di cui all’articolo 48, comma 1, del decreto legge n. 66 del 2014.

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