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Apertura scuole a rischio

I tagli previsti dalla spending review causerebbero il dissesto di molte province italiane: a rischio la fornitura dei servizi essenziali riguardanti le scuole e i trasporti pubblici. A lanciare l’allarme sono stati ieri i vertici dell’Unione province d’Italia (Upi), in conferenza stampa a Roma. Con i tagli “non siamo nelle condizioni di poter assicurare l’apertura dell’anno scolastico”, ha  annunciato il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, il quale ha aggiunto che “la metà delle province andrà in dissesto”. Sul provvedimento di accorpamento varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, il presidente dell’Upi ha invece detto di condividere “la decisione di accorpare le province ma occorre più tempo e devono essere i territori a decidere”.  Tornando ai tagli, per Castiglione la chiave di tutto sta nel fatto che il commissario del governo per i tagli alla spesa, Enrico Bondi, “ha fatto un errore grossolano in quanto ha considerato nei consumi intermedi, che vanno eliminati, alcuni servizi essenziali che le province gestiscono per conto delle regioni, che vanno dalla manutenzione degli edifici scolastici ai trasporti pubblici locali alla formazione professionale”. Il decreto sulla spending review, ha poi sottolineato Castiglione, “opera un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e 1 miliardo per il 2013, per quanto concerne le province, perché considera come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi. In realtà – ha continuato Castiglione – questa cifra considera voci di bilancio delle province che non sono consumi intermedi ma servizi. Vi è, quindi, un errore nei parametri. Le province dovrebbero operare tagli pari a 176 milioni quest’anno, anziché 500 milioni, e a 352 milioni l’anno prossimo, anziché 1 miliardo”. Castiglione ha infine avvertito che “se il testo non cambiasse, nonostante i numerosi emendamenti delle varie forze politiche che hanno recepito le nostre richieste, dovremo andare dal ministro Profumo a dire che non abbiamo le risorse per gli edifici scolastici”. Di sicuro, le amministrazioni potranno contare su un alleato di rilievo nella compagine di governo. “Ho cercato invano di far cambiare quella norma. È contraria a tutto quello che ho sempre pensato in materia di finanza locale. Speriamo che il Senato sia più saggio del Governo”, ha messo nero su bianco il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, in una lettera inviata al vicepresidente vicario dell’Upi, Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, che lamentava i tagli alle province previsti dalla spending review. Dovrebbero intanto arrivare in commissione Bilancio del Senato per mercoledì gli emendamenti dei relatori al decreto 95/2012. Paolo Giaretta (Pd), uno dei relatori del decreto, lo ha comunicato prima della seduta di commissione incentrata sull’illustrazione dei circa 2000 emendamenti presentati dai gruppi. Giaretta ha precisato che i temi caldi rimangono sanità, enti locali, società in house, università ricerca, esodati e province. Gli emendamenti presentati inerenti questi temi saranno accantonati, mentre oggi si procederà al voto delle altre richieste di modifica. Domani sarà l’ultima giornata a disposizione dei commissari per concludere i lavori, il dl è infatti atteso nell’aula del Senato per giovedì 26 luglio.

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