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Stipendi bloccati da cinque anni Comune, in rivolta i 25mila impiegati

Venticinquemila persone. Venticinquemila dipendenti del Campidoglio che aspettano dal 2005 il contratto integrativo. Vigili urbani, impiegati amministrativi, tecnici, giardinieri. Tutti. Un’attesa che va avanti da un anno tra tira e molla e che, soprattutto, è ormai una corsa contro il tempo: se il contratto collettivo decentrato integrativo, così si chiama in termini tecnici, non verrà approvato entro il 31 di dicembre, i dipendenti comunali non potranno avere gli adeguamenti salariali per i prossimi tre anni. Congelati, come previsto dal decreto Brunetta. Ma i sindacati dichiarano guerra. Il tempo passa e chi lavora per il Campidoglio non ha più intenzione di aspettare. In ballo ci sono il peo, progressione economica orizzontale, gli avanzamenti di carriera e tutte le indennità. Basti pensare che per chi lavora di domenica o di notte, come ad esempio i vigili ma non solo loro, il compenso per quelle turnazioni “fuori dal normale” è fermo a cinque anni fa. Così come lo sono i “contributi” che, per esempio, i vigili dovrebbero avere per le dotazioni tecniche, a partire proprio dalle divise. In ballo c’è anche il fondo per il contratto integrativo, in pratica la percentuale del montestipendi di tutti i dipendenti che, alla fine di ogni anno, il Comune dovrebbe ridistribuire ai suoi lavoratori tramite un accordo sindacale. Soldi che, nel 2006/2007 erano serviti a pagare le progressioni orizzontali, mentre nel 2008 sono stati dati come premi di produttività. Ora, con un 2010 che volge al termine, c’è da decidere come gestire il fondo 2009/2010. Un passo necessario per poter ridiscutere l’integrativo che punta non solo a ridistribuire quel “tesoretto”, ma anche a riadeguare le indennità. Ma se quando si è iniziato questo percorso, un anno fa, il calendario non era un problema, oggi lo è: l’accordo tra amministrazione e personale va trovato prima dell’entrata in vigore del decreto Brunetta che metterebbe sotto chiave per tre anni quel patrimonio che spetta ai dipendenti ma che ora sta nelle casse del Campidoglio. E proprio per questo ieri mattina Cgil, Uil e Csa hanno indetto un’as-semblea per affrontare il problema con tutti i dipendenti comunali. Un tema che, a giudicare dalla partecipazione, è parecchio sentito: ieri per accogliere tutti non è bastata una sala. Sono arrabbiati i lavoratori. Un motivo in più che spinge i sindacati a non mollare: già si pensa ad altre assemblee e, addirittura, non si dovesse arrivare a un accordo, anche ad un’agitazione per convincere il sindaco a sedersi al tavolo prima che sia troppo tardi. «È una battaglia troppo importante che non possiamo permetterci di perdere e sulla quale combatteremo con tutte le nostre forze. Chiediamo che il sindaco si sieda al tavolo prima che succeda l’irreparabile», tuona Franco Cirulli, responsabile della Uil per i vigili urbani. «Non possiamo rischiare che quei soldi vengano mangiati dal decreto Brunetta ? dice Marco D’Emilia, segretario della Cgil per la polizia municipale e componente della delegazione centrale per il Comune ? sarebbe una beffa per tutti. A maggior ragione se si pensa alle cifre che nel bilancio sono state stanziate per le consulenze». Non bastasse il fatto che, come sottolineano i sindacati, i dipendenti comunali, anche senza i problemi di indennità che ci sono a Roma, sono una delle categorie professionali meno pagate. E all’ombra del Tevere, ancora di meno.

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