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Chiusura lavori della XXVII Assemblea Anci: Chiamparino, “ottenuti risultati in manovra, ora subito autonomia per i comuni”

PADOVA – Restituzione integrale dei 344 milioni per l’abolizione dell’Ici, parziale compensazione del taglio al fondo sociale con 200 milioni, regola del Patto di stabilità modificata così come richiesto dall’Anci. Sono questi i risultati “delle battaglie dell’Anci”, illustrati dal presidente Sergio Chiamparino nel corso del suo discorso di chiusura dei lavori della XXVII Assemblea dell’Associazione a Padova sabato scorso. Sul Patto di stabilità, in particolare, il Presidente insiste però sulla “necessità che la manovra che ora passa alla Camera accolga il nostro suggerimento, a costo zero, che consentirebbe di eliminare i picchi di taglio ai comuni, grazie agli 840 milioni disponibili. Per noi, oltre ad una dimostrazione di buon senso, questo sarebbe un segnale di grande valore politico”.
Scorrendo l’elenco delle questioni ancora aperte, Chiamparino parte dalla riforma federalista: “Dobbiamo avere più autonomia da subito – afferma – perché allo stato attuale l’unico modo che abbiamo per reperire maggiori risorse è quello di aumentare le tariffe dei servizi, colpendo così in modo particolare le famiglie meno abbienti”. Da qui la ripresa dell’appello già lanciato da Alemanno: “Consentire ai comuni di modificare le addizionali Irpef, magari attraverso un articolo da aggiungere nel decreto Imu”.
La Carta delle autonomie, poi, “deve centrare la sua attenzione prima di tutto sui comuni, e che da questa centralità si parta per restituire nuova linfa all’intero assetto istituzionale del Paese”.
Chiamparino conclude infine con una decisa critica: “Siamo stufi di essere additati come i primi responsabili dei costi della politica. Io ho proposto ai Presidenti di Camera e Senato di istituire una Commissione che analizzi le spese dell’intero comparto della pubblica amministrazione, ma questa richiesta non è stata mai accolta. Siamo anche stanchi – conclude il presidente dell’Anci – di essere vezzeggiati in pubblico per poi venir considerati amministratori di serie B”.

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