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Stop ai sindaci-sceriffo

Sarà il prefetto a valutare se attuare o meno le ordinanze dei sindaci per l’eventuale concorso delle Forze di polizia. Non ci sarà dunque nessun automatismo. La Camera ha approvato ieri il disegno di legge di conversione del decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, recante misure urgenti in materia di sicurezza, che passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento.Un via libera reso possibile soprattutto dall’accordo raggiunto il giorno prima tra Pdl e Fli sull’articolo 8 del provvedimento, quello appunto inerente ai cosiddetti sindaci-sceriffo. Al testo originario sono state aggiunte le parole “ove ritenga necessario”, riferite alla valutazione del prefetto. La modifica cambia in maniera sostanziale il significato della norma, come hanno commentato in aula anche gli esponenti dell’opposizione, riportando al centro (la prefettura) la valutazione delle decisioni sindacali ai fini dell’impiego delle Forze di polizia. “Mi sembra che alla fine esca fuori una mediazione che lascia in un ambito piuttosto indefinito il potere di ordinanza dei Comuni”, ha commentato il presidente dell’Anci Sergio Chiamparino.Con questo provvedimento, ha spiegato, “si rischia di dirottare questa questione in un ambito folcloristico, anche se capisco le ragioni della politica. A questo punto meglio rivedere il potere di ordinanza del prefetto e tornare alle logiche del passato. E su questo – ha concluso – rilevo già la presenza di un ampio fronte dei prefetti contro i sindaci”. Nella sua versione originale il decreto stabiliva che il Prefetto collaborasse all’attuazione delle ordinanze dei sindaci legittimando, secondo le opposizioni, la figura del sindaco-sceriffo. “Sono molto soddisfatto per un provvedimento che è stato approvato, con un largo consenso, dopo alcuni miglioramenti e modifiche che non ne hanno alterato l’impianto”, ha invece detto il Ministro dell’interno Roberto Maroni. “Restano – ha proseguito il ministro – ancora due nodi da sciogliere al Senato, dopodiché sarà perfetto”. Uno dei due riguarda la specificità delle forze di polizia, l’altro la questione dei prefetti nell’ambito delle disposizioni previste dall’articolo 10 per la funzionalità del Viminale sulle gestioni commissariali dei comuni. “Su entrambe le questioni – ha spiegato Maroni – ci sono alcuni problemi di copertura”. “Ora bisogna fare in modo – ha concluso – che si arrivi all’approvazione definitiva” entro la scadenza del 12 gennaio. Per quanto riguarda le altre novità del decreto, vanno citate le norme che prevedono l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia da parte dell’Agenzia per finalità economiche e la destinazione dei relativi proventi al potenziamento della stessa Agenzia. Quest’ultima può estromettere singoli beni immobili dall’azienda non in liquidazione e trasferirli agli enti territoriali che ne facciano richiesta e che utilizzano tali beni a qualsiasi titolo a fini istituzionali. Il decreto prevede anche che l’Agenzia, previa autorizzazione del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per l’economia, stipuli contratti di lavoro a tempo determinato che non vadano oltre il 31 dicembre del 2012. Via libera anche all’apertura di nuove sedi dell’Agenzia, oltre a quella di Reggio Calabria. Per quanto riguarda la tracciabilità degli appalti, si prevede che per prevenire infiltrazioni criminali, gli appaltatori, i subappaltatori ed i subcontraenti della filiera delle imprese nonché i concessionari di finanziamenti pubblici anche europei a qualsiasi titolo interessati ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici debbano usare conti correnti dedicati alle pubbliche commesse ed effettuare i pagamenti con modalità tracciabili. La nuova disciplina si applica ai contratti sottoscritti successivamente all’entrata in vigore del Piano straordinario contro le mafie, cioè dopo il 7 settembre. E ancora, in presenza di violazioni gravi e reiterate, in materia di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro, è sempre disposta la confisca amministrativa delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione e delle cose che ne sono il prodotto, anche se non venga emessa l’ordinanza-ingiunzione di pagamento. La disposizione non si applica se la cosa appartiene a persona estranea alla violazione amministrativa. Viene reintrodotta fino al 30 giugno 2013 una misura scaduta lo scorso 30 giugno, cioè l’arresto in flagranza differita per i reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Nello stesso ambito, per contrastare l’aumento, registrato nei mesi scorsi, dei feriti tra gli steward, il decreto equipara questi ultimi ai pubblici ufficiali per poter applicare le pene previste dal reato di lesioni personali gravi o gravissime ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive.Viene infine istituito presso il ministero dell’Interno un fondo di solidarietà civile a favore delle vittime di reati commessi a causa o in occasione di manifestazioni sportive.

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