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Ue, poker di interventi per il Sud

Istruzione, banda larga, infrastrutture e nuova occupazione. Saranno questi i settori di intervento su cui si concentreranno in via prioritaria le risorse dei programmi cofinanziati dall’Unione europea con i fondi strutturali 2007-2013. L’accordo su come spendere gli 8 miliardi a disposizione delle regioni del Sud è stato raggiunto ieri tra i governatori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e il ministro per gli affari regionali e le politiche di coesione, Raffaele Fitto.
Obiettivo numero uno: «Non perdere un solo euro di risorse comunitarie». Senza dimenticare però che il governo italiano ha assunto con l’Europa l’impegno a rivedere i programmi (nazionali e regionali) cofinanziati dai fondi strutturali puntando a investimenti in grado di determinare effetti diretti sulla crescita.
«In questi anni il dibattito è stato concentrato soprattutto sull’entità delle risorse tralasciando qualsiasi valutazione circa l’efficienza ed efficacia della spesa», ha osservato il ministro.
La rimodulazione dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013 potrà prevedere anche «la revisione del tasso di cofinanziamento comunitario a condizione che le risultanti risorse nazionali siano vincolate al riutilizzo nel rispetto del principio della territorialità». Solo in questo caso, dunque, la quota di cofinanziamento italiano si potrebbe ridurre dal 50 al 25%.
Fitto incontrerà lunedì il commissario europeo responsabile della politica regionale, Johannes Hahn, per sottoscrivere l’accordo. E ha assicurato che tutto il processo di revisione dei programmi «sarà realizzato secondo il metodo della condivisione interistituzionale». Il ministro ha anche ricordato che nella lettera d’intenti che il governo ha inviato nei giorni scorsi a Bruxelles «era stata inserita la data del 15 novembre per quest’impegno che quindi saremo in grado di rispettare».
Soddisfatti i governatori firmatari dell’accordo che hanno voluto sottolineare l’importanza dell’intesa per il Mezzogiorno e lo spirito di collaborazione che ha portato alla firma. Per il presidente della regione Abruzzo Giovanni Chiodi, l’intesa «è importante per il Sud e per l’Italia», Positivo anche il commento del presidente del Molise, Michele Iorio, che ha auspicato come questo accordo «frutto del lavoro utilissimo di Fitto, possa e debba essere di esempio».
Dello stesso tenore le parole del governatore della Puglia, Nichi Vendola, che ha ricordato come senza fondi comunitari il Sud rischi il collasso. «Questo accordo», ha sottolineato, «rappresenta l’espressione di continuità dell’impegno del ministro Fitto e delle regioni per realizzare, da un lato, la riqualificazione e la velocizzazione della spesa dei fondi Ue e, dall’altro, per mettere in sicurezza le politiche di coesione senza le quali non cresce neanche il paese.
Per il presidente della Campania, Stefano Caldoro, infine, «questa è stata una buona giornata per il Sud. Le risorse europee non verranno perse e la cosa importante è che, anche se riprogrammate, verranno destinate interamente al Mezzogiorno».
Sbloccati i fondi per Emilia Romagna, Umbria e Lombardia. Sempre ieri Fitto ha annunciato il via libera definitivo del governo allo sblocco delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (già Fondo Fas) per Emilia-Romagna, Lombardia e Umbria. Sul piatto ci sono, rispettivamente, 241, 714 e 213 milioni di euro. «Risorse immediatamente disponibili e frutto di una proficua collaborazione», ha spiegato il ministro, assicurando che nei prossimi giorni ci sarà lo sblocco dei fondi per le altre regioni.
Soddisfatto a metà il governatore dell’Emilia-Romagna, Vasco Errani. «Ci sono stati ritardi evidenti ma oggi è stato compiuto un passo importante», ha commentato. «L’auspicio è che la competenza diventi cassa», ha aggiunto Errani che ha puntato l’attenzione sulla necessità di instaurare una nuova stagione di dialogo tra governo e regioni. «Non si può procedere con percorsi unilaterali», ha osservato, «questo purtroppo è l’unico esempio positivo della collaborazione con il governo. L’unico modo per governare il paese è la collaborazione». Un metodo da usare per risolvere anche altre questioni ancora aperte, come quella del trasporto pubblico locale.

 

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