Questo articolo è stato letto 0 volte

Segretari tagliati per risparmiare? La Regione ora assume commissari

VENEZIA – Dopo aver tagliato 5 segretari, la giunta Zaia nomina 7 commissari, che riportano a 18 (come con Galan) i massimi vertici della burocrazia regionale. Ma la sforbiciata agli stipendi ed ai dirigenti di secondo livello permetterà comunque di risparmiare 2 milioni di euro. Quando gli chiesero in diretta tivù se i segretari tagliati al grido «tiriamo la cinghia, viva il risparmio» sarebbero presto stati rimpiazzati da altrettanti commissari, con le targhette scollate e poi riaggiustate e le scrivanie che al massimo salivano o scendevano di un piano, il governatore Luca Zaia rispose piccato: «Queste sono cretinate che girano per le redazioni». Ieri il suo vice, Marino Zorzato, ha presentato il piano di completamento dell’organigramma dirigenziale della Regione, ossia di quanti di qui ai prossimi cinque anni faranno marciare la locomotiva padan-pidiellina sui binari della burocrazia: ebbene, i segretari tagliati erano cinque, i commissari nominati sono sette ed il risultato complessivo, fatti due calcoli che tengano conto anche del capo di gabinetto, del capo ufficio stampa e di altri maxi dirigenti, resta esattamente quello di prima: diciotto persone erano con Galan e diciotto saranno con Zaia. Vero è che con la qualifica sono cambiati pure gli stipendi, che per i commissari si fermano a 128 mila euro lordi l’anno (comprensivi di premio) contro i 163 mila e 500 euro dei segretari, ma vero è anche che i commissari sono stati nominati direttamente dalla giunta, così che si è potuto recuperare un ex segretario (Andrea Comacchio, che guidava l’Agricoltura prima dell’accorpamento nello Sviluppo economico oggi sotto Maurizio Trapani), promuovere alcuni dirigenti (come Paolo Rosso, ex Turismo, Andrea Cisco, ex Lavori pubblici, Vincenzo Fabris, ex Urbanistica oMarco Zanetti, ex Territorio) e salutare delle new entry (Annalisa Basso al Sociale), senza passare per le forche caudine del consiglio regionale, come invece accade per i segretari generali. Per inciso, l’unico confermato è il commissario Giuseppe Fasiol, storico braccio destro di Silvano Vernizzi, il ras delle Infrastrutture. Le posizioni di vertice, insomma, nonostante la rumba sono rimaste sostanzialmente invariate, almeno quanto al numero ed alle funzioni, al massimo derubricate. E’ invece alla voce dirigenti regionali che la forbice di Zorzato ha lavorato di cesello, cancellando ben 16 posizioni su 54 tra quelle di primo piano (le funzioni rimaste orfane dei loro riferimenti sono state ricondotte ad alcuni commissari), e riducendo di 19 uomini i dirigenti di secondo livello, che passano così da 209 a 190. Se a questo si aggiunge il taglio degli stipendi, che ricalcherà per tutti i dirigenti quello già applicato ai segretari (ossia del 5% per chi supera i 90 mila euro e del 10 % per chi superai 150 mila euro, sempre sulla parte eccedente), e per di più con effetto immediato, allora non si può negare che la missione di Zorzato possa dirsi compiuta: il risparmio stimato, a partire dal primo gennaio prossimo, sarà di oltre 2 milioni emezzo di euro, la spesa per la macchina regionale passerà da 20 milioni 486 mila euro a 17 milioni 840 mila euro, con un meno 14%. Per completare la dieta della Regione ci vorranno ora quasi ottanta delibere e lo stesso Zorzato ammette che «in corsa potrebbero anche essere presi dei correttivi». E però «è un dato di fatto che ci eravamo impegnati a dimagrire e così abbiamo fatto, in soli tre mesi. Questo ci permetterà di superare Liguria e Lombardia nelle classifiche di efficienza, piazzandoci in vetta alla classifica nazionale».

Continua a leggere su: Corriere del Veneto

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>