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Ministeri al Nord, è polemica

Ministeri al Nord, una vespaio di polemiche. Il giorno dopo l’apertura delle sedi di rappresentanza a Monza sono in molti, tra esponenti politici nazionali e degli enti locali, a prendere la parola. Quasi tutti per criticare la scelta e rilanciare sul ruolo del Sud. Per il responsabile politiche per il Mezzogiorno Anci, Vito Santarsiero, “è un’iniziativa ridicola, prima ancora di essere un percorso chiaramente contro il Mezzogiorno”. Il dirigente dell’Associazione nazionale dei Comuni e sindaco di Potenza rileva che “nel Paese quando si parla di federalismo si intende qualcosa di profondamente diverso”. Santarsiero punta l’indice sulla manovra e sul federalismo municipale che determinano una “differenziazione dei cittadini in funzione al reddito e della residenza e sul ‘nuovo scippo’ dei fondi Fas. “Oggi – aggiunge – assistiamo anche alle assurde offensive cerimonie di inaugurazione di sedi ministeriali, con alle pareti non i simboli dell’Italia, del Presidente della Repubblica e del Tricolore, ma le foto di Bossi e di Alberto da Giussano. Non ci sembra che in tale contesto – conclude – ci possa essere qualche futuro o qualche seria riforma per l’Italia”. Fa eco il governatore della Campania Stefano Caldoro: la Lega Nord, dice, “sventola come bandiera politica” sedi di ministeri al Nord, ma “vanno chiuse quelle a Roma per non moltiplicare poltrone. Se si vogliono aprire sportelli per rendere più vicina l’azione del governo al territorio è un’altra cosa”. Rispondendo in diretta web a domande di cittadini, il presidente della regione ha affermato che “in un federalismo vero, quando ne sarà completato il percorso si può discutere di avere iniziative amministrative più forti sui territori. E soprattutto si deve fare a costo zero. Non più poltrone, ma più attività a servizio dei cittadini. Mi auguro che queste sedi aperte al Nord vengano frequentate dai cittadini. E noi, proprio per dare risposte a loro, dovremmo lavorare sui costi della politica. Sono disposto ad aprire un confronto con il Nord, ad esempio, accorpando i piccoli comuni, almeno i loro servizi, e le province. E il Nord del paese, che parla di sprechi del Sud e si riempie la bocca di questo, ha più comuni e più province delle regioni del Mezzogiorno. È una sfida che va portata avanti fino in fondo e che mi sento di affrontare”. Altre polemiche nascono poi dalle parole del Ministro per la semplificazione Roberto Calderoli che ha dato l’ok all’apertura di uffici anche al Sud, ma evitando a Napoli il ministero del Lavoro, perché “lì non sanno cosa significhi lavorare”. “Il Ministro Calderoli si deve essere reso conto della bontà della nostra proposta di aprire anche al Sud delle sedi distaccate di alcuni ministeri. Noi Sud chiederà al Governo che tra queste ci sia anche quella del lavoro”, ha controbattuto Arturo Iannaccone, segretario nazionale di Noi Sud. “Il Mezzogiorno – ha affermato – vive una condizione di difficoltà economica che penalizza i nostri giovani costretti ad abbandonare la propria terra per cercare un`occupazione altrove. L’aumento dell`emigrazione dimostra in maniera inequivocabile che i nostri ragazzi sono disposti anche ad abbandonare i propri affetti pur di trovare un impiego. Noi Sud si batte quotidianamente per offrire un’opportunità di riscatto ad un Mezzogiorno sul quale gravano anni di inefficienza e di politiche a suo favore scarsamente lungimiranti. Pertanto, per dare un ulteriore segnale di vicinanza al Sud, chiederemo al Governo di aprire a Napoli una sede distaccata del Ministero del lavoro”. E anche il Pd dice la sua, con riferimento alle parole del Ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla la quale ha dichiarato che l’inaugurazione delle sedi decentrate di quattro ministeri a Monza non è un regalo alla Lega. Il regalo, sostiene il Ministro, è in realtà ‘ai cittadini, agli operatori economici che da settembre potranno risparmiare tempo e denaro evitando lunghi e costosi viaggi a Roma’. E aggiunge anche che ‘con quelle sedi si avviciniamo ai cittadini per dare risposte a costi zero e a chilometri zero all`Italia che lavora’. “La verità ovviamente è un`altra: questa iniziativa inconcludente serve solo ad accontentare la Lega Nord”, afferma Armando Cirillo, responsabile turismo del Pd “Ricordiamo al ministro Brambilla – ha proseguito il responsabile turismo del Pd – che in Italia esistono già gli enti territoriali ‘a chilometri zero’ che forniscono i servizi ai cittadini e agli operatori. Non si tratta di aggiungere nuovi uffici, ma di razionalizzare le attività degli enti che si occupano di turismo sul territorio, per migliorare la qualità dei servizi ed evitare inutili sovrapposizioni. Dopo l’apertura degli uffici a Monza – ha concluso- quale sarà la prossima mossa del Ministro Brambilla, aprire delle sedi in ogni città per avvicinare l’attività del suo Governo a ogni operatore italiano”. A gettare acqua sul fuoco, con un tocco di ironia, ci pensa il Ministro della difesa Ignazio La Russa: “Volevo far notare che io da due anni ho un ufficio di rappresentanza distaccato al Nord, aperto senza troppo clamore”.

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