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Il Nord-Est rilancia sull’alta velocità

L'”Euroregione senza confini” targata Veneto, Friuli Venezia Giulia e Carinzia pensiona la vecchia comunità Alpe Adria e si ritaglia un ruolo molto concreto: i governatori Zaia, Tondo e Dörfler vogliono che il nuovo strumento trilaterale fondato venerdì scorso a Trieste concorra direttamente all’acquisizione dei fondi strutturali europei. «È questa la chiave per lo sviluppo del futuro di tutto il sistema Altoadriatico», conferma l’assessore del Friuli Venezia Giulia alle Infrastrutture Riccardo Riccardi. La partita riguarda Tav e autostrade, ma in generale tutta la logistica, «compresi gli hub portuali e retroportuali». Se il Veneto da solo tra il 2007 e il 2013 ha incamerato 2 miliardi di bandi strutturali europei, ora la nuova aggregazione trilaterale potrà alzare il tiro. «Difficile dire quanto sia il potenziale in termini di miliardi, ma questa è assolutamente la prospettiva strategica», conferma Riccardi.
Proprio ieri sulla Tav ha incalzato da Trieste il presidente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo Brian Simpson. «L’opera è essenziale per l’Italia» e la città giuliana ne deve far parte. «Ci sono sempre proteste contro i nuovi collegamenti – ha ricordato Simpson -, le abbiamo anche in Gran Bretagna». L’uscita del Commissario europeo segue di qualche giorno le valutazioni del presidente del Veneto Luca Zaia, che sempre a Trieste, in occasione della riunione fondativa dell’Euroregione, aveva aperto in maniera netta al tracciato ferroviario “alto”, dichiarando che «proporre alla comunità veneta il progetto alternativo della Tav Venezia-Trieste, quello complanare alla ferrovia, è un fatto di civiltà». La mano tesa verso le richieste dei sindaci contrari al tracciato balneare si è tradotto in una dichiarazione di disponibilità esplicita verso lo studio di fattibilità sul quale il commissario straordinario Bortolo Mainardi ha già chiuso un accordo con Rfi. La ricalibratura della posizione di Zaia ha stimolato il Pd ad accelerare sulle richieste al ministro Passera di premiare il modello del “dibattito pubblico” sulle grandi opere e sulla Tav, come ha reso noto il deputato Pd Simonetta Rubinato. Mediazione non significa però stop. «Da Trieste – ha dichiarato ieri l’europarlamentare Pd Debora Serracchiani – parte un messaggio chiaro e condiviso di volontà politico-territoriale in favore delle infrastrutture di strategiche di trasporto». Nel contempo urge la conferma rapida in sede di Parlamento europeo del Corridoio Baltico-Adriatico, dal quale, come ha osservato Riccardi, «dipende in futuro del Friuli Venezia Giulia, dell’Italia e dell’Europa» in quanto il Corridoio «deve riequilibrare i pesi tra nord e sud».

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