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Fratturazione idraulica: gli enti locali e regionali chiedono valutazioni d’impatto ambientale obbligatorie

Il Comitato delle regioni (CdR) ha chiesto all’UE di introdurre urgentemente l’obbligo di effettuare valutazioni d’impatto ambientale (VIA) per tutti i progetti di estrazione del gas e dell’olio di scisto. In un parere presentato da Brian Meaney (IE/AE) e adottato dal CdR, l’Assemblea osserva che occorre adottare norme per ridurre i potenziali rischi ambientali dell’esplorazione di gas e olio di scisto e per proteggere la salute dei cittadini.

In uno scenario in cui l’Europa continua a cercare forme alternative di energia per diventare più sostenibile e ridurre la dipendenza dalle importazioni, la fratturazione idraulica – cioè il processo di perforazione o iniezione di un fluido nel terreno per estrarne gas od olio di scisto – è allo studio di alcune compagnie europee, che sperano di emulare le esperienze degli Stati Uniti. Il Comitato delle regioni avverte però che, oltre alle gravi conseguenze per l’ambiente e per la salute, i danni che possono essere causati da quest’attività, sommata ad altre fonti di energia che producono carbonio, sono semplicemente insostenibili sul lungo termine. Brian Meaney (IE/AE) ha affermato che “Ci sono ancora troppe questioni connesse con l’estrazione di gas e olio di scisto che suscitano interrogativi e comportano sfide considerevoli, in particolare per gli enti locali. L’UE deve stabilire dei meccanismi di salvaguardia per proteggere la salute dei cittadini e ridurre l’impatto ambientale, varando con urgenza delle norme a disciplina del settore. Inoltre, non bisogna dimenticare che la fratturazione idraulica non è un rimedio alle nostre esigenze energetiche future”.

Rendere più severe le regole e lasciare i governi locali liberi di decidere
Il CdR esorta l’UE a varare immediatamente regole e controlli severi per limitare l’esplorazione e lo sfruttamento fino a che non sarà raggiunto un accordo legislativo. Occorre introdurre ed effettuare VIA obbligatorie, per aiutare a ridurre l’inquinamento dell’aria e delle acque che viene spesso causato dalla perforazione dei pozzi di gas e olio di scisto. L’introduzione di VIA obbligatorie migliorerebbe anche la trasparenza, poiché costringerebbe le compagnie, ad esempio, a dichiarare le sostanze chimiche utilizzate durante il processo. Dati i rischi potenziali, il Comitato chiede anche che agli enti locali e regionali sia riconosciuto il diritto di decidere se consentire o no le attività di fratturazione sul loro territorio, in particolare nelle aree vulnerabili o nei casi in cui ritengano che i loro sforzi per raggiungere gli obiettivi in materia di gas serra potrebbero essere compromessi.

Non è la risposta al problema energico dell’Europa
In risposta alle affermazioni fatte dai sostenitori della fratturazione idraulica, il CdR fa osservare che lo sfruttamento del gas e dell’olio di scisto “non invertirebbe la tendenza al continuo declino della produzione interna e all’aumento della dipendenza dalle importazioni”. Il Comitato invita anche a riflettere sulle implicazioni più generali della fratturazione, con maggiori emissioni di gas serra, compreso il metano, che contribuiranno all’acuirsi dei cambiamenti climatici. Inoltre, sostenere il gas e l’olio di scisto potrebbe compromettere gli sforzi dell’UE in direzione di una società efficiente sotto il profilo delle risorse e intralciare gli accordi internazionali sul clima, come l’obiettivo di sviluppo delle Nazioni Unite che promuove la sostenibilità ambientale.

Il CdR rispetta pienamente il diritto degli Stati membri di scegliere fra le varie fonti energetiche che hanno a disposizione, ma ritiene che si debba fare attenzione a utilizzare il gas e l’olio di scisto solo come soluzione di breve termine: il parere sottolinea che “non può essere un obiettivo politico fine a sé stesso […] e non dovrebbe essere promosso come alternativa verde per il futuro energetico dell’Europa”. Brian Meaney, membro del Consiglio della contea di Clare in Irlanda, sottolinea questo punto osservando che “Il gas di scisto è una possibilità che deve essere adeguatamente esaminata, ma dobbiamo anche concentrare gli sforzi sulla riduzione della nostra dipendenza dai combustibili fossili. Il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici ha pubblicato un rapporto proprio la settimana scorsa il quale mostra che non possiamo continuare a immettere carbonio nell’atmosfera. Dovremmo concentrare gli investimenti nella ricerca e sviluppo nel settore delle energie rinnovabili, e anche valutare i rischi connessi con l’estrazione del gas di scisto”.

(Fonte: Committee of the Regions)

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