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Fisco municipale, si cambia ancora

Fisco municipale, una storia senza fine. Si è svolto ieri l’incontro tra il Governo e i comuni sul decreto che contiene le misure che riformano i tributi locali, un incontro che  “è stato franco, concreto e positivo” tanto da fare adesso attendere  “il nuovo testo”, come ha spiegato il vicepresidente vicario dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, Osvaldo Napoli, uscendo dal ministero dell’Economia dove la delegazione dell’Anci ha incontrato il Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli. Parlando con i giornalisti, Napoli ha spiegato di aver riproposto le richieste che erano state deliberate all’unanimità dall’Ufficio di presidenza dell’Anci e di aver posto l’accento in particolare “sullo sblocco dell’addizionale Irpef già a partire dal 2011, sul fondo perequativo e sulla aliquota della nuova tassa immobiliare Imu”. “Apprendiamo che il Ministro Calderoli avrebbe intenzione di presentare un nuovo testo per il decreto sul fisco comunale: continua così il tormentone di un decreto sbagliato fin dall’origine e che ha bisogno di radicali cambiamenti”, ha commentato a caldo  Marco Causi, deputato Pd e vicepresidente della Bicamerale sul federalismo, il quale spiega: “Come riscrivere il decreto è contenuto nero su bianco nel parere alternativo depositato oggi(ieri, ndr)  dal relatore delle opposizioni, il senatore Pd Barbolini, e negli emendamenti al parere dell’onorevole La Loggia presentati dal Pd e dalle altre opposizioni. Se davvero il governo vuole lavorare con serietà sul federalismo, mi auguro che accolga finalmente le nostre proposte sull’autonomia impositiva dei comuni e sugli sgravi fiscali per gli inquilini in affitto”. Per domani è stato nel frattempo convocato l’ufficio di presidenza dell’Associazione, che si occuperà appunto del confronto con il governo relativo allo schema di decreto legislativo sul federalismo e di una analisi della situazione finanziaria comunale relativamente agli effetti della riduzione dei trasferimenti. Il decreto, insomma,si avvia all’ennesimo cambiamento. Che però avverrà in tempi stretti, se è vero che Il 2 febbraio prossimo la Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale voterà il parere, come ha detto il presidente della Commissione stessa, Enrico La Loggia, entrando al Ministero dell’economia al termine dell’incontro tra il governo e a delegazione dell’Anci. La Loggia si è detto “convinto ed ottimista che il testo che uscirà dalla concertazione tra il Governo e i comuni possa essere migliore e che le richieste dei comuni possano essere seriamente prese in considerazione”. In generale, di un maggiore coinvolgimento delle autonomie locali sembra esserci grande bisogno, nel mondo delle associazioni rappresentative. “Se il federalismo deve essere maggiore responsabilità e maggiore autonomia, io credo che il decreto debba assolutamente essere cambiato perché così come è non garantisce un livello adeguato di autonomia dei comuni”, ha chiosato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani a margine di un convegno sull’energia organizzato dalla Cgil.
E sempre in tema di finanza locale va segnalato che con un comunicato dello scorso 18 gennaio, il Ministero dell’interno ha reso nota la pubblicazione del proprio decreto del 29 dicembre 2010 nella G.U. n. 7 dell’11 gennaio 2011, un decreto che, previa intesa sancita in Conferenza unificata, determina la ripartizione di somme a favore dei comuni appartenenti alle comunità montane secondo la previsione di cui all’articolo 2, comma 187, della legge 23 dicembre 2009 n. 191 e alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 326 del 2010 interessata del giudizio di legittimità della disposizione di legge richiamata.

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