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Anas, non si viaggia gratis

L’Anas tira dritto sui pedaggi, seguendo la strada tracciata dalla manovra economica di agosto, e ha bandito una gara da 150 milioni per individuare la società che dovrà fornire il sistema telematico di pedaggiamento sulle strade a gestione diretta Anas. La maggior parte è al Sud a cominciare dalla Salerno Reggio-Calabria, ma si arriva al Grande raccordo anulare e la Romna-Fiumicino, nel Lazio, passando per la superstrada Firenze-Siena e la Bettolle-Perugia, in Toscana, e la Torino-Caselle, in Piemonte, solo per citarne alcune. Il bando è appena uscito (Gazzetta Ufficiale, serie 5° speciale-contratti pubblici n. 106 del 13 settembre 2010), e già si è alzato un altro polverone, identico a quello che ha portato alla sospensione giudiziaria dell’esazione degli extra-pedaggi ai caselli autostradali di raccordo con le autostrade Anas. Il bando di gara prevede che entro 24 mesi dalla stipula del contratto con l’Anas, la società vincitrice della gara per l’installazione dei macchinari per il pagamento on-line dei pedaggi Anas possa anche subentrare all’Anas nella gestione del sistema di esazione dei pedaggi. Ma l’annuncio della pubblicazione del bando, ieri, del presidente della spa nazionale per le strade, Pietro Ciucci, ha sollevato di coro di «no» ai pedaggi Anas, che dovrebbero dotare la società di entrate proprie e realizzare compiutamente la trasformazione in spa, con autonomia finanziaria, e portare la società fuori dal perimetro dei conti pubblici. In prima fila contro i pedaggi Anas, di nuovo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che ribadito la richiesta al governo «di rinegoziare il contratto con la società Autostrade per mettere l’Anas nella condizione di pagare la manutenzione senza far pagare pedaggi agli automobilisti». Pedaggi si pagheranno sulla Salerno-Reggio Calabria, sulla diramazione di Catania, sulla Palermo-Catania, sulla diramazione per via Giafar, sulla Palermo-Mazara del Vallo, sulla Alcamo-Trapani, sulla diramazione per Birgi, sulla diramazione per Punta Raisi,sul paccordo per via Belgio, sulla Roma-aeroporto di Fiumicino, sul Grande raccordo anulare, sulla Catania Siracusa, sul raccordo autostradale Salerno-Avellino, sul raccordo autostradale Siena-Firenze, sul raccordo autostradale di Reggio Calabria, sul raccordo autostradale scalo Sicignano-Potenza, sulla Bettolle-Perugia, sulla Ferrara-Porto Garibaldi, sul raccordo autostradale di Benevento, sulla Torino-aeroporto di Caselle, sul raccordo autostradale Ascoli-Porto d’Ascoli, sulla Chieti-Pescara, sul raccordo autostradale A4 Trieste diramazione per Fernetti e sulla tangenziale Ovest di Catania. «Abbiamo mesi di tempo», ha detto Alemanno, «prima che vengano immessi i macchinari. In questo periodo dobbiamo giungere ad una logica diversa anche perchè immettere questi sistemi significa spendere 150 milioni di euro e non ce ne bisogno». Da Imperia ha risposto il presidente dell’Anas, impegnato con il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, nelle celebrazioni per i 50 anni dell’autostrada dei Fiori. «Stiamo dando attuazione ad una norma di legge che prevede che le autostrade gestite direttamente da Anas (1.300 chilometri) vengano assoggetate a pedaggio e che quindi non siano più gratuite». «C’era, inoltre, una norma», ha aggiunto Ciucci, «che prevedeva, nel tempo intercorrente necessario per attivare un sistema di pedaggi sui 1.300 chilometri di strade, di introdurre un onere, un pedaggio forfettario di un euro. Questo è il provvedimento transitorio che è stato oggetto di esame da parte del Tar, attualmente sospeso, non annullato, e attendiamo le decisioni finali della gisutizia amministrativa. Rimane pienamente in vigore e, quindi, Anas è tenuta a dare attuazione a quanto prevede la legge, ovvero al principio generale che la rete autostradale Anas diventa a pedaggio». Hanno annunciato battaglia anche le organizzazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, pronte ad opporsi «ancora affinchè questi nuovi balzelli non vengano imposti, poichè oltre che illegittimi, provocano aumenti per costi diretti e costi indiretti maggiori spese per le famiglie.

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