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Tremonti: il Sud vero limite, basta retorica del declino

BRESCIA – «Il drammatico problema del nostro Paese, il nostro vero problema, è il Mezzogiorno. Lì non è avvenuto il meglio ma spero che lì ci possa essere il meglio». Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti è tornato a parlare di Sud, ieri, e lo ha fatto intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Brescia, rivolgendosi quindi tanto ai giovani studenti quanto al Nord Italia. La ripresa dell’economia italiana, per il ministro, deve passare necessariamente per la risoluzione della questione meridionale, che lui pone ricorrentemente come questione nazionale. «Siccome non vogliamo che un paese duale sia anche diviso, dobbiamo guardare empiricamente e moralmente agli impegni che abbiamo in quella parte d’Italia», ha affermato con vigore ancora ieri. Ma ha anche aggiunto: «Non credo alla retorica del declino del nostro paese: ne conosciamo, naturalmente, i limiti, ma dobbiamo avere una visione più equilibrata». Di declino infatti non si può parlare, riferendosi al Nord Italia. «Siamo l’unico Paese in Europa – ha sottolineato Tremonti – ad avere una struttura duale e le nostre statistiche soffrono di questa asimmetria». Così ha ricordato che «il Nord Italia è la regione più ricca d’Europa, e quindi del mondo» e che il Nord insieme al Centro «come aggregato fanno 40 milioni di persone, la sesta potenza economica del mondo». Per il ministro, il Centro e il Nord aggregati «sono più ricchi di Francia, Germania e Gran Bretagna». Riguardo al fatto che il Nord Italia sia la regione più ricca d’Europa, Tremonti ha rilevato anche che «non è possibile questo stock strutturale e consolidato da decenni senza avere produttività e università. Questo è un dato di fatto che dobbiamo considerare e non possiamo ignorare» In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo di Brescia, Tremonti ha parlato anche dei problemi del mondo delle università proponendo il modello tedesco per «il rapporto molto stretto tra ricerca, industria e università che da sempre é esistito in Germania». «Questo non vuol dire per forza che si vuole privatizzare l’Università – si è affrettato a precisare -. Nessuno vuole ricavare dividendi dalle Università». Tuttavia «é necessario un sistema nel quale industria e scienza stiano un pò più vicine, ci vuole uno sforzo maggiore per coniugare industria e ricerca». In questo senso il ministro ha richiamato la riforma della scuola tecnica «come un buon passo in quella direzione». Il ministro ha infine sottolineato come quasi nessuno usufruisca della detassazione per gli investimenti in ricerca fatti dalle imprese e come nessuno nemmeno sappia che nell’ultima Finanziaria era previsto un voucher per la ricerca. «Bisogna fare di più e fare molto», ha esortato, riferendosi soprattutto al Mezzogiorno. Tanto che, rivolgendosi alla platea riunita all’Università di Brescia, a rettori e professori, Tremonti ha aggiunto con una battuta: «Non mi sembra che Brescia soffra così tanto dei tagli…».

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