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Tassa-sanità al via in quattro regioni

ROMA – Arriva la super stangata Irpef e Irap da 629 milioni totali per cittadini e imprese delle quattro regioni con i conti 2009 della sanità in profondo rosso: Lazio, Campania, Calabria e Molise. Le addizionali regionali scatteranno oltre la soglia massima dello 0,15% per l’Irap col secondo acconto di novembre. Per l’Irpef la maggiorazione oltre il valore massimo attuale sarà invece dello 0,30% e verrà applicata a decorrere dalla busta paga di gennaio 2011. Mentre continua a salire di tono lo scontro tra governo e regioni sulla manovra 2011 2012, e proprio in coincidenza con la presen-tazione alle Camere della relazione di Tremonti sul federalismo fiscale, ecco che da via XX settem-bre è arrivata ieri la comunicazione che tutti attendevano e temevano, ma che in fondo qualcuno ottimisticamente sperava di evitare. O quanto meno di ritardare, magari in attesa di una soluzione di compromesso dell’Economia con le quattro regioni, tre delle quali (Lazio, Campania e Calabria) dopo le elezioni di marzo hanno cambiato casacca e sono ora tutte governate dal centrodestra. Le trattative a latere di questi giorni di Tremonti con i quattro governatori del centro-sud nell’ambito del confronto sulla manovra sembravano aver aperto qualche spiraglio. Anche perché ancora ieri tutte le regioni hanno nuovamente perorato la causa dei piani di rientro dal debito sanitario per Lazio, Campania, Calabria e Molise. Invece, nulla di fatto. A meno che da qui a novembre non cambi qualcosa: sia al tavolo di verifica con l’Economia nella valutazione più avanzata dei programmi di risanamento messi in atto dai tre neo subentrati governatori e dal Molise; sia nell’ambito della più complessa trattativa delle regioni sulla manovra e sull’attuazione del federalismo fiscale, che da settembre entrerà più concretamente nel vivo con la definizione dei costi standard sull’assistenza sanitaria. La gelata è arrivata ieri. A dare formalmente notizia dell’applicazione delle super addizionali fiscali introdotte dalla Finanziaria 2010 e dal «patto per la salute» è stato uno scarno comunicato del dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia. Che da una parte conferma le valutazioni negative del tavolo di verifica sui risultati d’esercizio di asl e ospedali e dei relativi piani di riorganizzazione e di rientro dal debito sanitario. E, dall’altra, conferma di conseguenza ? come anticipato da «Il Sole-24 Ore» l’11 giugno scorso nel dare notizia dell’avvio delle procedure amministrative ? che per Lazio,Campania,Molise e Calabria si applicheranno per l’anno d’imposta 2010 «le maggiorazioni dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive nella misura di 0,15 punti percentuali e dell’addizionale regionale all’Irpef nella misura di 0,30 punti percentuali, rispetto al livello delle aliquote vigenti». Aliquote che, sia per l’Irap che per l’Irpef, sono già tutte al valore massimo. E che dunque a questo punto andranno oltre il tetto. L’Agenzia delle entrate si premura intanto di informare che «comunicherà le modalità d’acconto dell’Irap»,che dovrà essere effettuato a novembre naturalmente «tenendo conto della maggiorazione dell’aliquota». La super Irpef scatterà quindi con le buste paga di gennaio prossimo. Le quattro regioni che dovranno sferrare la stangata ai contribuenti speravano forse in un atto di “clemenza” sul filo di lana da parte dell’Economia. Ma così non è stato, come accadde già con Prodi che, proprio nel giorno in cui lasciava palazzo Chigi nel 2008, firmò la lettera per il commissariamento di Lazio e Abruzzo. Chissà se nelle prossime settimane potrà esserci un ripensamento, considerando che da qui a novembre ci sarebbe ancora tempo per ottenere la “grazia”. Magari anche per aver accesso ai fondi Fas per 2 miliardi. Fatto sta che allo stato attuale il gettito totale delle super addizionali coprirà appena un terzo dell’intero deficit sanitario 2009 lasciato scoperto nelle quattro regioni: si stima un incasso di 629 milioni su 1,82 miliardi di debito del 2009 di asl e ospedali locali. Il Lazio incasserà complessivamente 359 milioni, lasciando ad altre coperture 62 milioni; il Molise recupererà 12 milioni, ma dovrà trovare altre misure per la copertura dei restanti 57 milioni; la Campania con le super addizionali porterà in cassa 197 milioni, ma dovrà varare misure anti deficit per altri 300,7 milioni. Discorso a parte per la Calabria, che è avviata a grandi passi verso il commissariamento e che presenta forse la situazione più esplosiva in un marasma fatto anche di una contabilità pressoché inesistente: le mega addizionali varranno 61 milioni, ma il disavanzo 2009 da coprire sarà comunque ancora di 970 milioni. Come dire: alla stangata fiscale seguiranno per gli assistiti delle quattro regioni altre stangate sanitarie, dai ticket alla riduzione delle prestazioni, non solo dunque l’efficientamento dei servizi regionali di assistenza, indispensabili ma ancora non in grado di garantire la tenuta finanziaria dei sistemi sanitari locali.

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