Questo articolo è stato letto 0 volte

Tassa rifiuti, niente sanzioni se il calcolo rimane «fai da te»

Cambiano ancora le regole per la Tares, il tributo sui rifiuti che prova a sostituire le vecchie Tarsu e Tia e rappresenta ormai un appuntamento fisso per tutti i provvedimenti fiscali. Nell’esame compiuto ieri dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sul decreto 102/2013 entrano quattro novità, alcune vantaggiose per i contribuenti e altre piene di incognite applicative.

Fra le prime (primo firmatario Angelo Rughetti, del Pd) va annoverato lo stop alle sanzioni per i contribuenti che versano troppo poco, nel caso in cui il Comune non abbia inviato il bollettino precompilato chiesto dalla versione originaria del decreto 102. Il principio è chiaro, e si basa sul fatto che a causa del continuo lavorio sul tributo in molti Comuni è complicato spedire a tutti il precompilato: in qualche caso, fra cui Milano, mancano ancora all’appello anche i bollettini per la prima rata, e il Comune ha assicurato che non applicherà le sanzioni per il ritardo. L’emendamento approvato ieri estende la regola anche alla seconda rata, e cancella le sanzioni anche nei casi di versamento insufficiente: in questo modo si apre qualche rischio sulla puntualità del gettito, ma del resto è il tutto il travagliato debutto del tributo a sollevare gli interrogativi maggiori. Una seconda modifica (anche questa presentata da Rughetti) prova poi a eliminare i rischi di contenzioso precisando che i rifiuti non speciali conferiti direttamente dai produttori (in particolare da artigiani, commercianti e Pmi) non devono pagare il tributo: una prassi già diffusa, che però in qualche caso si inceppa per le contestazioni sollevate dalla Corte dei conti sulla sua coerenza con la normativa.

Ricco il capitolo tariffe. Un emendamento targato M5S (prima firma di Mirko Busto) indica di tenere conto anche delle «operazioni di riciclo», quando possibile, nella determinazione del conto da presentare al contribuente.

Tre emendamenti gemelli presentati da Pd (prima firma Maino Marchi), Scelta civica (Federico Fauttilli) e Pdl (Barbara Saltamartini) provano poi a sanare un problema creato dalla versione originaria del Dl 102, che aveva cancellato la possibilità di introdurre sconti ulteriori rispetto a quelli già tipizzati dalla disciplina Tares finanziandoli con le risorse generali del bilancio e aveva imposto di spalmare il loro costo sugli altri contribuenti. La regola ha imposto a Comuni e imprese di rivedere i piani tariffari, e ora cambia ancora: con il correttivo approvato ieri torna la possibilità di caricare sul bilancio gli sconti ulteriori, ma entro un limite del 7% rispetto al costo complessivo del servizio. In molti casi, quindi, i Comuni potranno riprendere le vecchie decisioni, magari aggiustandole in base al nuovo limite. Scelta Civica (Gian Luigi Gigli) chiede anche di fissare riduzioni ed esenzioni modulate sulla «capacità contributiva della famiglia» e «particolarmente attente» ai carichi famigliari, facendo riferimento all’Isee: impresa non semplice nel 2013, per ragioni di calendario. E proprio il calendario alimenta le perplessità delle aziende di igiene urbana, come mostra la presa di posizione di Federambiente: «Non c’è più tempo – spiega il presidente, Daniele Fortini -, mentre l’unica modifica utile dovrebbe consentire di pagare anche l’ultima rata con la stessa modalità delle prime».

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>