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Sul catasto 270 mln

Un altro passo verso la riforma del catasto. All’interno della legge di stabilità è, infatti, previsto lo stanziamento di 270 milioni di euro, spendibili in sei anni a partire dal 2014, per consentire l’attuazione del progetto di riforma contenuto all’interno della delega fiscale. La disposizione, inserita all’interno dell’art. 9 comma 14 (Rifinanziamento esigenze indifferibili e ulteriori finanziamenti), consente la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2014 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019, a conferma del quinquennio necessario per l’attuazione della riforma del catasto, così come più volte sottolineato dal direttore delle Entrate, Attilio Befera (si veda ItaliaOggi del 5 giugno 2013). I fondi in questione vanno ad aggiungersi ai 100 milioni di euro stanziati a favore dell’Agenzia delle entrare (art. 9, comma 13) come contributo integrativo alle spese di funzionamento per il 2014. Un tesoretto complessivo, quindi, di 370 milioni di euro quello nelle mani delle Entrate, che dovrà trovare conferma nel corso dell’iter parlamentare della legge di stabilità, ammesso e non concesso che gli articoli della delega fiscale dedicati alla riforma del catasto non subiscano modifiche in corso d’opera. Entrambi i provvedimenti sono, infatti, al vaglio di palazzo Madama, con la differenza, che il progetto di riforma del catasto ha già avuto il via libera da parte della camera. Tra le novità che la riforma intende apportare, l’introduzione di un nuovo metodo di calcolo per le rendite catastali basato su criteri algoritmici, a cui si aggiunge la possibilità per i rappresentanti delle categorie interessate di prendere parte alle commissioni censuarie. A maggior tutela dei contribuenti, è stata anche prevista la possibilità per questi ultimi, di impugnare le rendite catastali anche nel merito. 

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