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Spuntano fuori i furbetti del catasto

Il meccanismo, a quanto pare, non sarebbe nemmeno così complicato. A interpretarlo, per il momento, alcuni dipendenti dell’Agenzia del territorio di Roma che avrebbero alterato centinaia di planimetrie inserite nelle banche dati del catasto. Una situazione che ha indotto la procura di Roma a condurre un’indagine, per ora culminata con due richieste di rinvio a giudizio, e l’Agenzia del territorio ad avviare controlli a tappeto su quasi tutte le province italiane. Ai magistrati, del resto, non sono sfuggite le conseguenze che questa sorta di contraffazione può determinare: da un punto di vista fiscale, perché l’alterazione produce l’iscrizione in catasto di rendite immobiliari inferiori al dovuto; da un punto di vista civilistico, per i vizi che potrebbero derivarne a carico degli atti di trasferimento o costitutivi di diritti reali. Tutto è partito da anomalie che si sono verificate presso l’ufficio provinciale del territorio di Roma, segnalate a partire dal novembre del 2009. All’inizio la procura capitolina ha vagliato le posizioni di una decina di dipendenti. Nel mirino, secondo quanto trapela, sarebbe finita l’alterazione di circa 180 planimetrie, anche se il numero nel frattempo potrebbe essere salito. Alla fine di questo primo filone d’inchiesta, come ha confermato a ItaliaOggi l’Agenzia del territorio, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per due dipendenti (uno già licenziato). Le verifiche dei magistrati della capitale, in ogni caso, stanno continuando, e dalla stessa Agenzia fanno sapere che alla fine potrebbero esserci altre richieste di rinvio a giudizio. I dipendenti finiti nella morsa dei pm, in pratica, secondo l’ipotesi investigativa avrebbero eseguito irregolari cancellazioni di planimetrie reinserendo nella banca dati le immagini planimetriche alterate. Il tutto, appunto, con conseguenze fiscali e civilistiche. Tra l’altro, per quanto concerne Roma, l’Agenzia è stata costretta ad avviare urgenti interventi di bonifica e ripristino della banca dati planimetrica e a verificare la coerenza dei dati delle unità immobiliari coinvolte nella vicenda. Nel frattempo la struttura guidata da Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sta valutando con la massima attenzione il campanello d’allarme. E così ha deciso di dar corso a controlli informatici a tappeto su quasi tutte le province italiane. L’operazione, condotta dal direttore centrale audit del Territorio, Roberto Egidi, punta naturalmente a verificare le dimensioni del fenomeno, che al momento si spera possa essere circoscritto a poche mele marce. Questo primo screening, però, ha già portato a qualche risultato. Ancora dall’Agenzia, infatti, fanno sapere che sono in corso approfondimenti un po’ più dettagliati su una decina di province. In pratica, dopo il preliminare controllo informatico, che comunque è ancora in corso, si è già deciso di sottoporre a una più completa radiografia la situazione di circa 10 province. Un numero ancora parziale, perché i tecnici del Territorio si aspettano che alla fine questo controllo di «secondo livello» potrebbe anche coinvolgere una ventina di province. Per carità, al momento si tratta di stime, ma è chiaro che qualche fibrillazione c’è. Così come preoccupazione continua a suscitare la situazione dell’ufficio di Roma, dove il supplemento di indagine potrebbe portare, secondo i timori dell’Agenzia raccolti da ItaliaOggi, ad altre richieste di rinvio a giudizio. Dallo staff della Alemanno, invece, non trapela nulla circa l’identità degli altri uffici del Territorio su cui si stanno concentrando i controlli più incisivi. Secondo quanto risulta, però, da altre fonti della stessa amministrazione, tra le province in cui si sono riscontrate anomalie ci sarebbero Napoli, Lucca, Massa e Latina. Diciamo che queste, a sentire le medesima fonti, sono le zone all’attenzione già da un po’ di tempo. Ma è chiaro che le verifiche della direzione centrale audit sono puntate anche sugli uffici del catasto più grandi. Sullo sfondo della vicenda, a ogni buon conto, si staglia l’operazione di digitalizzazione del catasto, attività fondamentale per l’ammodernamento del-l’amministrazione. Questo processo, già ampiamente in corso, naturalmente dovrebbe portare anche a scannerizzare l’enorme mole di planimetrie ereditate su carta dal passato.

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