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Sospensiva per il primo grado

ROMA – Sulla riscossione il governo rallenta la corsa e sulle compensazioni il divieto si applicherà soltanto ai ruoli definitivi. Con uno sconto sulle sanzioni in caso di indebito utilizzo dei crediti fiscali. È lo stesso relatore e presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini (Pdl), ad annunciare la presentazione ufficiale del cosiddetto “pacchetto fiscale per le imprese” per la nottata di ieri e il successivo avvio della discussione soltanto per la giornata di oggi. Una profonda rivisitazione delle misure fiscali, chiesta a gran voce dalle imprese dalle associazioni di categoria e dai professionisti, che riguarderà le misure sull’accelerazione della riscossione (articolo 38, comma 9) e la definitività dell’accertamento (articolo 26, commi da 1 a 6) strettamente legate tra loro, nonché quella sul nuovo giro di vite alle compensazioni (articolo 31). Sulla riscossione l’emendamento riformulato vuole sopprimere il termine massimo di 150 giorni di efficacia della sospensione eventualmente concessa dal giudice tributario. Inizialmente la proposta di modifica spostava il nuovo termine di validità delle sospensive giudiziali degli atti di recupero dei crediti verso l’amministrazione a 300 giorni. Ma la misura era stata comunque ritenuta iniqua dalle associazioni di categoria e dai professionisti. Il ritorno alla validità delle sospensive giudiziali fino alla pronuncia di primo grado con l’abolizione del termine di 150 giorni trascina con sé anche la norma sull’esecutività dell’accertamento che entrerà in vigore dal 1° luglio 2011. Inizialmente il relatore Azzollini aveva depositato un emendamento che voleva spostare l’esecutività dell’accertamento dal momento della notifica, come prevede oggi il decreto legge 78, ai successivi 60 giorni. Questa norma, sempre secondo Azzollini, è stata oggetto di un’ampia rivisitazione nella nottata di ieri proprio per riallinearla alla nuova misura sulle sospensive giudiziali. A completare il “pacchetto fiscale per le imprese” c’è poi il doppio intervento sulle compensazioni. Il divieto in vigore dal 1 gennaio 2011 di compensare crediti relativi a imposte erariali si applicherà soltanto a iscrizioni a ruolo “definitivi” sopra i 1.500 euro. Come chiesto dalle imprese viene esplicitato nel testo della norma (articolo 31, comma 1) il termine “definitivi” sollevando così ogni possibile dubbio sulla possibilità di un’estensione del divieto di compensazione anche per ruoli provvisori. L’altro ritocco che si vuole apportare con l’emendamento del relatore Azzollini riguarda la nuova sanzione del 50% che la stessa norma introduce in caso di indebite compensazioni. Si studia, ma qui sarà la ragioneria a dire l’ultima parola, un ritocco al ribasso della percentuale (anche al 30%) da applicare, però, non più all’indebita compensazione ma all’importo oggetto del contenzioso instaurato e perso dal contribuente. Via libera, nella giornata di ieri, all’emendamento che sospende il pagamento dei tributi in Abruzzo fino al 20 dicembre. La ripresa dei versamenti scatterà, però, dal prossimo 1° gennaio con la possibilità di rateizzare gli importi fino a 60 rate. La copertura della misura deriverà in parte dalle accise sul tabacco trinciato e, per quanto dovesse ulteriormente servire, dallo scudo fiscale del 2010. Rispetto al testo che era stato presentato dal relatore, Antonio Azzollini, è stata cancellata la possibilità di introdurre apposite disposizioni, anche attraverso leggi di stabilità, per garantire gli stessi livelli di entrate. Con la proposta di modifica viene estesa la sospensione dei tributi, rispetto alla norma contenuta nella manovra, che riguarderà, quindi, tutti i lavoratori autonomi e titolari di redditi d’impresa con volume d’affari fino a 200mila euro. Non solo. Con un voto bipartisan arriva anche il ripristino della zona franca urbana dell’Aquila con il raddoppio dei fondi da 45 a 90 milioni.

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