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Smog: il comune negligente viene sostituito dalla regione

I sindaci continueranno ad avere carta bianca nell’emanazione delle ordinanze antismog per le città ad alto rischio di inquinamento atmosferico, ma sotto la spada di Damocle del potere sostitutivo delle regioni in caso di inerzia dell’ente locale. Queste alcune delle novità inserite nello schema di decreto legislativo attuativo della direttiva 2008/50/Ce sulla qualità dell’aria ambiente che ha ricevuto ieri il via libera nella riunione tecnica di preconsiglio in vista dell’esame finale da parte del governo. Il testo che dovrebbe approdare venerdì in consiglio dei ministri recepisce, infatti, integralmente le proposte di modifica chieste dalla Conferenza unificata e in qualche passaggio anche dalle commissioni parlamentari. Il provvedimento interesserà in particolare le metropoli con più di 250mila abitanti ovvero quelle a più alta densità abitativa (più di 3mila persone per chilometro quadrato) e assorbe in un testo unico le disposizioni vigenti in materia di contenimento delle emissioni nocive. L’obiettivo è di potenziare la lotta alla eccessiva concentrazione in atmosfera di ozono, metalli pesanti (Pm 10), biossido di carbonio ma anche arsenico, cadmio, nichel e benzo (a) pirene. Un vero e proprio codice di settore che punta a superare le criticità emerse nei dieci anni di applicazione della disciplina contenuta nel Dlgs 351/99 ma anche a inglobare le disposizioni sui limiti per la qualità dell’aria contenute nel Codice dell’ambiente (Dlgs 152/07). Massimo spazio agli enti locali ma anche ai gestori privati che collaborano con le amministrazioni nel rilevamento dei dati atmosferici. Il decreto autorizza l’esercizio della delega di queste funzioni da parte delle regioni ad altri soggetti, non solo pubblici, ma impone che l’eventuale concessione venga formalmente approvata sotto l’egida del ministero dell’Ambiente e posta sotto il controllo dell’istituzione locale anche attraverso le agenzie regionali per l’ambiente (Arpa). I valori obiettivo fissati in sede comunitaria dovranno essere raggiunti entro il 31 dicembre del 2012. Sul tavolo di Palazzo Chigi potrebbe, inoltre, approdare un decreto legge che finanzia con 13,8 milioni di euro nel prossimo triennio la partecipazione dell’Italia alle esposizioni internazionali in programma nel 2012 in Corea del Sud (Yeosu) e Olanda (Orticola di Venlo). Le misure d’urgenza che attendono la verifica del Quirinale sulla sussistenza dei presupposti di costituzionalità puntano a richiamare l’attenzione degli investitori esteri sul nostro paese in vista di Expo 2015. All’ordine del giorno dovrebbero poi figurare uno schema di Dlgs che definisce le sanzioni previste dal regolamento CE 924/09 sul contenimento dei costi relativi ai servizi di pagamento transfrontaliero imponendo trattamenti tariffari uniformi e altri due provvedimenti in materia sanitaria. Si tratta del Ddl istitutivo dei registri nazionali e regionali sulle protesi mammarie che vieta, tra l’altro, ai minorenni di ricorrere a trattamenti di tipo estetico ed è pronto per la sua presentazione alle Camere lo schema di regolamento (Dpr) per la riorganizzazione del ministero della Salute che affronta, invece, l’esame preliminare dell’esecutivo.

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