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“Sanità, siamo alla catastrofe”

“Cari ministri, non avete più alcuna scusa”. Dopo l’appello rimasto senza risposta al premier Berlusconi il governatore Vendola questa volta scrive una lettera a Tremonti, Fazio e Fitto. Ai ministri dell’Economia, della Sanità e delle Regioni, il presidente della Puglia rivolge l’ultimo accorato appello per la firma del piano di rientro: «Spero che nessun membro del governo in carica voglia assumersi la responsabilità di portare la Puglia verso un esito drammatico». Nella dettagliata nuova missiva diretta a Roma il governatore tira ancora in ballo le internalizzazioni. “Dati alla mano – è scritto – testimoniamo ancora una volta di aver tenuto fede agli impegni assunti col governo sulle assunzioni dei precari. Dallo scorso 5 agosto le Asl di questa regione non hanno aperto alcuna procedura di stabilizzazione. Eccezion fatta per i 34 lavoratori entrati in servizio a Brindisi. Questo governo – ha detto Vendola – non ha più alcuna scusa per non firmare il piano di rientro”. L’obiettivo del governatore è quello di chiudere la partita prima del 15 dicembre: «Se non ci fosse la firma dei ministri il piano non potrebbe partire e non partendo in pochi mesi la Puglia andrebbe al macello perché – ha spiegato il governatore pugliese – avremmo una lievitazione sui tagli della sanità e il blocco di tutte le spese non obbligatorie per la Regione. Un quadro di catastrofe per la Puglia». La posizione del governo nelle ultime ore sembra essersi ammorbidita come conferma lo stesso Vendola: «Da parte di qualcuno abbiamo avuto attenzione ed ascolto ma resta che ci sono i ministri che devono mettere la firma e a loro ci rivolgiamo: la Puglia è pronta a fare pesanti sacrifici». Tra Palazzo Chigi e lungomare Nazario Sauro è in corso una mediazione tracciata, in parte, dal capogruppo Pdl Rocco Palese: «Proponiamo alla Regione di rinviare le firme dei contratti di lavoro dopo la sentenza della Consulta che a febbraio si esprimerà sulla legittimità costituzionale delle internalizzazioni. Siamo convinti che con questa semplice modifica il piano sarà approvato. Se così non fosse saremmo dalla vostra parte nel sostenere che il governo ha una posizione pretestuosa sulla Puglia». «Siamo pronti a nuovi sacrifici» ha annunciato dai banchi del consiglio regionale l’assessore Tommaso Fiore aprendo le porte all’accordo. Per facilitarlo ieri il consiglio regionale ha approvato con voto unanime una leggina che modifica una norma sulla nomina dei direttori sanitari delle aziende ospedaliere. Scintille in aula invece sulla settima commissione. La faticosa mediazione individuata dal presidente del consiglio Onofrio Introna (maggioranza qualificata dei tre quarti) per rabbonire l’opposizione che si ritiene scippata dalla presidenza degli Affari istituzionali ha fatto spaccare Sinistra e libertà.

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