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Sacchetti bio Nuovi criteri a fine anno

Passa dal 31 luglio al 31 dicembre 2012 il limite entro cui un decreto del ministero dell’ambiente dovrà dettare i criteri per i sacchetti biodegradabili. E arriva un’altra proroga, al 31 dicembre 2013, per l’applicazione del regime sanzionatorio sulla rispondenza dei sacchetti bio ai futuri criteri. Queste le novità approvate due giorni fa dalla Commissione ambiente della camera dei deputati al dl 2/2012, il cui art. 2 prevede «disposizioni applicative in materia di commercializzazione di sacchi per asporto merci nel rispetto dell’ambiente». Si è conclusa, infatti, la discussione in sede referente con l’approvazione degli emendamenti di proroga dei termini di entrata in vigore per standard e sanzioni. Andrà in Aula la settimana prossima (potrebbe essere posta la fiducia) per ritornare al Senato nei giorni successivi (scade il 25 marzo). Esso contiene, come noto, anche le nuove norme per l’emergenza in Campania. Sui sacchetti, val la pena fare il punto sul testo che proveniva dal Senato già con significative modifiche. L’art. 2 dello schema del citato decreto legge va nella direzione di definire più correttamente il campo di applicazione ed eliminare così i dubbi interpretativi della precedente normativa sul «divieto di commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto delle merci», facendo chiaramente riferimento alla conformità alla Norma Uni En 13432 (requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione). Il dl proviene dal senato dove sono state già approvate una serie di modifiche, che vanno a introdurre diverse casistiche e tipologie di sacchetti in plastica «polimeri». Infatti, per i soli sacchetti di plastica senza orecchie (quelli delle farmacie e delle mercerie per intendersi) gli spessori per quelli definibili riutilizzabili (dai 200 e i 100 micron già previsti) si riducono, rispettivamente a 100 e 60 per l’uso alimentare e gli altri usi. Introdotto anche l’obbligo di contenuto minimo in riciclato del 10% per gli stessi sacchetti, limite che potrà essere cambiato con decreto ministeriale. L’introduzione di casistiche e soglie diverse per i sacchetti riutilizzabili renderà, certamente, più difficile il controllo. Nessun chiarimento, invece, sul significato sull’uso alimentare e sugli altri usi, che al momento restano di difficile interpretazione. Resta, poi, la spada di Damocle delle decisioni Ue in materia (che negli anni passati bloccò una norma simile in Francia).

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